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Il clima pre-Chanukkah spinge verso i consigli per gli acquisti. È uscito da poco un bel romanzo di Giorgio Cesati-Cassin (Il ritorno dei morti. I sogni di Isaac. Pamphlet narrativo-psicologico, La vita felice) ispirato all’ultima intuizione del fondatore del conversazionalismo, Giampaolo Lai, tra i terapeuti più originali ed affascinanti degli ultimi decenni di psicologia italiana. Partendo dal dialogo con i suoi pazienti, Lai ha individuato un fenomeno psichico da lui definito “ritorno dei morti”, che consiste nel ritorno dei defunti sotto forma di immagini oniriche, sintomi corporei, o altri fenomeni già studiati dalla psicologia moderna. Cesati-Cassin, medico e psicoterapeuta prima ed affermato scrittore dopo, trae spunto da questa intuizione per inaugurare una riflessione sulla vita, che molto risente delle origini ebraiche dello scrittore, scampato alle leggi razziali (o razziste) grazie alle seconde nozze della mamma con un uomo di religione cristiana. Ebraici sono i temi del sogno e della psicanalisi, da cui il conversazionalismo deriva; ebraica è l’ironia che attraversa tutto il romanzo, capace, sullo stile del quasi coetaneo Woody Allen, di individuare il lato comico e dissacrante anche delle vicende più serie (esilarante il tormento del protagonista che cerca di capire chi sia il morto che lo abita, costringendolo a frenetiche passeggiate notturne); ebraica la stessa ambientazione che funge da cornice del racconto. Ma, ancor di più, appare ebraica la descrizione di una coscienza che non trova mai quiete, sempre impegnata in un conflitto per cui è vera una cosa ed anche il suo contrario. Insomma, si potrebbe dire che il libro evidenzia i migliori aspetti dell’ebraismo della diaspora: ironia, capacità critica e propensione anti-idolatrica, perché anche sulle intuizioni più serie è lecito scherzare. Anche il prezzo non è male, cosa che non guasta, per restare in temi ebraici!

Davide Assael, ricercatore

(2 dicembre 2015)