Informazione – International edition
Cercare giustizia, nel nome di Edgardo

Schermata 2015-12-28 alle 11.17.28Un nuovo libro per fare luce sul caso di Edgardo Mortara, il bambino ebreo bolognese strappato alla famiglia dalla Chiesa nel 1858. A firmare Writing for Justice pubblicato dalla Dartmouth College Press, è Elèna Mortara, studiosa di letteratura angloamericana e docente all’Università di Tor Vergata, oltre che discendente della famiglia di Edgardo. Recensito dagli storici Alberto Cavaglion e Anna Foa per il numero di gennaio di Pagine Ebraiche, attualmente in distribuzione, il volume è presentato al pubblico internazionale del giornale dell’ebraismo italiano.
Al centro dell’opera è la figura di Victor Séjour, americano creolo originario di New Orleans che costruì la sua carriera a Parigi come scrittore teatrale e paladino delle libertà, che alle vicende di Edgardo dedicò una pièce la cui prima fu seguita dall’imperatore Napoleone III in persona.
Su Pagine Ebraiche International Edition, anche il resoconto dell’ultima riunione del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con l’approvazione del bilancio a vastissima maggioranza (solo tre astenuti, nessun contrario). Mentre la cucina giudaico-romanesca sarà al centro di un programma su Gambero Rosso Channel condotto dalla chef Laura Ravaioli. Ad annunciarlo, Giorgia Calò, assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Roma.
Nella sezione Bechol Lashon, questa settimana in portoghese, il rabbino capo di Trieste Eliezer Di Martino riflette sulla tradizione della benedizione ai propri bambini, prendendo spunto dalla benedizione di Giacobbe ai suoi figli raccontata dalla Torah al termine del libro di Bereshit.
Anche le parole di rav Benedetto Carucci Viterbi sono dedicate a Giacobbe, e al suo incontro con Giuseppe, per tanti anni creduto morto. Mentre quest’ultimo si emoziona e piange, il padre rimane sereno. Una straordinaria dimostrazione di menuchat hanefesh, la tranquillità di animo.
Coincidenze particolari. Le racconta Daniela Gross nella rubrica Italics, che ricorda come nel 2015 eccezionalmente il Natale abbia coinciso con la festività musulmana che celebra la nascita di Maometto. Per poi passare all’iniziativa del sindaco di Pontoglio, in provincia di Brescia, che ha piantato in giro per la città cartelli che inneggiano alla sua tradizione cristiana invitando chi non la rispetta ad andarsene.
Come si insegna Israele? Come si racconta Gerusalemme alle nuove generazioni? Per il suo It Happened Tomorrow, il direttore della redazione giornalistica dell’UCEI Guido Vitale cita le parole di Misha Shulman, direttore della New York’s School for Creative Judaism, che offre una visione di come raccogliere questa sfida negli Stati Uniti, dove il tema è particolarmente complicato e sentito. “Come educatori, possiamo scegliere di mettere la testa sotto la sabbia e lasciare che sia qualcun altro a indottrinare i nostri ragazzi, oppure possiamo fare ciò che ci hanno assunto per fare: insegnare, con complessità e compassione. Qualsiasi altra strada sarebbe non rispettosa dell’intelligenza e delle capacità analitiche dei nostri ragazzi, che sono incredibilmente brillanti. Possono farcela se ce la facciamo noi. È tempo di spezzare il silenzio sull’educazione a proposito di Israele nel nostro paese”.

Rossella Tercatin

(28 dicembre 2015)