Qui Milano – L’impegno contro l’indifferenza

104937357-701dae02-d0b7-4ef8-a147-246b83e91e9f Una corona di fiori, un tricolore, i gonfaloni dell’Anpi, la cittadinanza riunita nel ricordo. È iniziato con un gesto simbolico carico di commozione il Giorno della Memoria a Milano, dove davanti all’ex albergo Regina, che fu la sede in pieno centro del quartier generale nazista della città, si è tenuta l’annuale cerimonia di commemorazione delle vittime della tragedia nazista, proprio di fronte alla lapide apposta nel 2010 in loro onore. Alla deposizione delle corone nel luogo da cui passò fisicamente la persecuzione antiebraica – con i catturati portati nell’hotel prima di essere trasferiti al carcere di San Vittore e poi al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano per essere deportati nei campi di concentramento – ha preso parte anche il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Roberto Jarach. Insieme a lui nel rendere omaggio alle vittime anche l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, e rappresentanti della Cgil, della Camera del lavoro e della Brigata partigiana cattolica.
Grande commozione anche alla Prefettura di Milano, dove nel corso di una solenne cerimonia diciassette cittadini italiani militari e civili, nipoti o parenti di deportati durate la Shoah hanno ricevuto le Medaglie d’Onore concesse con decreto del Presidente della Repubblica. A raccontarne l’emozione il co-presidente della Comunità ebraica di Milano Raffaele Besso, chiamato a parlare nel corso della cerimonia. A consegnare i riconoscimenti sono stati il prefetto Alessandro Marangoni, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il vicesindaco della Città metropolitana Eugenio Comincini, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Marco Gramelli e il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Ferruccio De Bortoli.
Una mattinata che si è quindi svolta all’insegna della testimonianza, con tre sopravvissuti alla Shoah che hanno incontrato contemporaneamente migliaia di studenti milanesi e lombardi. Erano in duemilaquattrocento quelli riuniti al Teatro degli Arcimboldi per ascoltare la testimone e presidente dell’Associazione Figli della Shoah Liliana Segre, le cui parole sono anche state diffuse in diretta streaming per tutta la cittadinanza sul sito del Corriere della Sera. Un’iniziativa che è valsa all’Associazione il conferimento della Medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica da parte di Sergio Mattarella: “Sono già molti anni che Liliana riempie ogni anno il Conservatorio Verdi di Milano di ragazzi per raccontare loro direttamente, con la sua viva voce, la sua esperienza della deportazione” ha commentato la vicepresidente Daniela Dana Tedeschi. “Negli ultimi anni tuttavia per Segre come per gli altri testimoni è sempre più pesante ripercorrere quelle tragiche vicende – ha aggiunto Tedeschi– ed è per questo che abbiamo voluto per la prima volta che parlasse agli Arcimboldi, riuscendo in una sola volta a coinvolgere un numero ampio di ragazzi”. In contemporanea, sempre per iniziativa dell’Associazione, al Conservatorio Giuseppe Verdi ha parlato anche Franco Schonheit, deportato a Fossoli da Ferrara con i due genitori. Franco e suo padre furono poi spostati a Bunchenwald, mentre sua madre finì a Ravensbruck, ma fortunatamente tornarono indietro tutti e tre. “A Bunchenwald – le parole di Schonheit di fronte a millecinquecento giovani – ero molto arrabbiato pensando di dover morire solo perché andavo al tempio il sabato invece che a messa la domenica”. Agli studenti della scuola ebraica si è infine rivolta la sopravvissuta Goti Bauer.
Nel pomeriggio milanese grande spazio avranno invece i libri. “Quante storie. Linguaggi della memoria” è il titolo dell’incontro che si svolgerà la Feltrinelli di piazza Duomo alle 18.30, che vedrà un confronto tra lo storico David Bidussa direttore della Biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Riccardo Chiattelli, direttore di laeffe, Danilo De Biasio, giornalista di Radio Popolare, e lo storico Carlo Greppi. Un appuntamento per parlare della storia e dei modi, i linguaggi e le chiavi narrative per raccontarla, temi che sono anche al centro della nuova pubblicazione firmata da Bidussa, Greppi, assieme al giornalista e scrittore Paolo Rumiz: Il passato al presente. Raccontare la storia oggi, ebook edito da Feltrinelli che da domani sarà disponibile online. Al Sistema Bibliotecario Milano, alle 18.00, avrà invece luogo un incontro con la scrittrice Esther Fintz Menascé, che si inserisce all’interno del progetto “La memoria degli archivi scolastici. Recupero e valorizzazione dell’archivio storico dell’Istituto Comprensivo Antonio Stoppani” dell’Associazione Scuola Stoppani. A introdurlo un suo rappresentante e Alberta Bezzan della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.
E mentre il Memoriale della Shoah tiene aperte le sue porte alla cittadinanza per tutta la giornata, a chiudere le manifestazioni del 27 gennaio milanese sarà la musica. Al Conservatorio di Milano sarà infatti in scena il concerto intitolato “Dalla Shoah al ritorno alla vita – Parole, musiche e silenzi”, organizzato dall’Associazione Figli della Shoah insieme alla Comunità ebraica, alla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e alla Fondazione Memoriale per la Shoah di Milano. Un concerto la cui programmazione è stata volutamente divisa in due parti: una prima che presenta brani nei quali il tema centrale è quello dei campi di sterminio; una seconda dedicata invece alla ricostruzione e alla rinascita dell’ebraismo italiano nell’immediato dopoguerra, con tutte le sfide e le difficoltà. “Abbiamo deciso di parlare di ritorno alla vita per tentare di attualizzare il messaggio che vogliamo trasmettere”, ha spiegato Dana Tedeschi. “Parlare delle persecuzioni è importante – sottolinea – ma parlare di Shoah significa anche affrontare il problema di quello che è venuto dopo, sia per evidenziare quali fossero state le perdite per tutta la società, sia per mettere in luce come le cose non siano state affatto facili”.

f.m. twitter @fmatalonmoked

(27 gennaio 2016)

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