Informazione – 500 anni del ghetto di Venezia,
la lunga strada verso la libertà

Schermata 03-2457449 alle 11.50.07“La condizione delicata degli ebrei veneziani è la metafora di un bivio che obbligava a compiere scelte forti e a prendere decisioni ferme e al tempo stesso aperte al mondo circostante”.
Si apre con una riflessione del rav Roberto Della Rocca, il dossier del numero di marzo di Pagine Ebraiche interamente dedicato alla commemorazione del Cinquecentenario del ghetto di Venezia, il primo ghetto d’Europa. Oltre ad illustrare il ricco programma degli eventi previsti per il 2016, lo speciale curato da Ada Treves offre spazio alle riflessioni del presidente della Comunità ebraica della città Paolo Gnignati e del rabbino capo Scialom Bahbout, oltre che del sindaco Luigi Brugnaro e del governatore del Veneto Luca Zaia.
L’eredità del ghetto viene poi analizzata dallo storico Gadi Luzzatto Voghera, dall’anglista Dario Calimani, dallo psicoterapeuta Enrico Levis e dal rettore dell’università Ca’ Foscari Michele Bugliesi. Maria Teresa Milano presenta la straordinaria figura di Gustav Mahler, la cui musica riempirà il teatro La Fenice per la serata inaugurale.
Un anniversario che non andrà celebrato come una festa ma servirà “per approfondire una storia secolare che parla la lingua amara della negazione, della sopraffazione e del disprezzo”, come ricorda nel suo editoriale il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna.
A sbarcare in Laguna per l’occasione, anche lo storico inglese Simon Schama, professore alla Columbia University e celebre curatore di documentari per la BBC e PBS, che ha raccolto il guanto della sfida e racconterà cinque secoli di storia ebraica in venti minuti. Schama è il protagonista dell’intervista del mese e in un lungo colloquio anticipa l’attesissimo secondo volume della sua Storia degli ebrei che dal 1492 condurrà ai giorni nostri.
In seguito alla visita di papa Bergoglio nella sinagoga di Roma e al recente documento della Commissione vaticana per i rapporti con l’ebraismo, il dialogo ebraico-cristiano sta conoscendo un periodo di grande fermento, come rilevato da un lungo intervento del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni che invita a procedere sempre in avanti ma con prudenza. A fare il punto sulla questione, da oltreoceano, anche rav Irving Greenberg, rav David Berger, rav David Rosen, direttore internazionale degli affari interreligiosi dell’American Jewish Committee e consigliere del Gran Rabbinato d’Israele e Jonathan Rosenblum (fondatore della Jewish Media Resources, l’organizzazione che media l’informazione tra la stampa e i haredim).
Dopo decenni, si apre l’armadio della vergogna, desecretando così 695 fascicoli d’inchiesta e un registro generale riportante 2274 notizie di reato relative a crimini di guerra, fondamentali per indagare a fondo le responsabilità italiane del nazifascismo: “Un Paese veramente democratico non può avere paura del proprio passato”, le parole del presidente della Camera Laura Boldrini.
L’Italia ha perso uno degli scrittori e intellettuali che ha riscritto la letteratura contemporanea: Umberto Eco, viene ricordato dal direttore della redazione UCEI Guido Vitale che ripercorre l’incontro e l’intervista avvenuta nel 2010 e che, riflettendo sul grande rumore suscitato dalla sua scomparsa, si chiede: “Ma lui, in definitiva, che cosa ne avrebbe detto? Non avrebbe preferito meno parole al vento e più pagine meditate? Una maggiore sobrietà? Un giudizio meno affrettato, più articolato, meglio rispondente alla sua complessità e, perché no, anche alle sue ombre?”.
Al di là di facili stereotipi e luoghi comuni, quale è il legame storico tra la nascita delle banche e la storia degli ebrei italiani? Ad andare a fondo sulla questione è Giacomo Todeschini nel suo libro La banca e il ghetto; un volume recensito sulle nostre pagine dalla storica Anna Foa che ne sottolinea l’importanza, evidenziando come esso “aprirà nuove prospettive di interpretazione per la storia degli ebrei italiani tra il XV e il XVI secolo”.
Nella sezione dedicata alla cultura, una panoramica sulle mostre in corso: a Milano, l’esposizione che ripercorre la storia d’amore e il sodalizio artistico di Albe e Lica Steiner; a Roma la grande antologica dedicata al critico d’arte e pittore Gillo Dorfles mentre Marina Bakos va alla scoperta di Ariela Bohm, protagonista a Padova.
Progetti spaziali tra Italia-Israele come racconta in un’intervista il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston che presenta Shalom “il primo progetto su cui le agenzie spaziali dei due paesi stanno lavorando in modalità bilaterale e ha come obiettivo lo sviluppo di un satellite a scopo commerciale per l’osservazione iper-spettrale della Terra cioè con la capacità di separare lo spettro dei colori”.
Anche questo mese, numerosi spunti dai nostri collaboratori: Sergio Della Pergola getta nuova luce sulla comunità ebraica in Colombia, Haim Baharier ritorna a riflettere sulla visita di papa Bergoglio in sinagoga e su “quelle parole non dette”, David Bidussa prende in esame i nuovi messaggi che potrebbe veicolare il Museo del fascismo aperto a Predappio. Il potere del cinema per sconfiggere i pregiudizi è il tema di Francesco Moises Bassano. Quando gli attacchi cibernetici colpiscono, Israele risponde: a raccontarne le peculiarità, Aviram Levy; di “disordine globale” parla invece Claudio Vercelli. Nella sua rubrica “Donne da vicino”, il consigliere UCEI Claudia De Benedetti presenta Beata Bartososva. Nella pagina di cultura ebraica rav Alberto Moshe Somekh dà una lettura inedita alla festa di Purim, il sofer Amedeo Spagnoletto rivela le sfide di un insegnante e rav Gianfranco Di Segni torna alle “discussioni fra rabbini”.
Si conclude con un sapore un po’ più speziato del solito: quattro ristoranti casher dell’Estremo Oriente aprono le loro porte.

Rachel Silvera twitter @rsilveramoked

(1 marzo 2016)

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