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International Edition – Venezia e Biella.
L’Italia ebraica e quel legame tra passato e futuro

Schermata 2016-03-07 alle 13.44.21Venezia e Biella. L’Italia ebraica trascorre giornate importanti, guardando al suo passato, alla sua storia di valori e cultura lungo i secoli, e al suo presente, che di questa eredità porta il testimone. Così, la sinagoga di Biella, sezione della Comunità di Vercelli, ha festeggiato il ritorno del suo Sefer Torah, con un minian che mancava in città da anni. A rendere l’appuntamento ancora più speciale, la recente notizia della datazione dell’origine del Rotolo al 1250 circa, che lo rende quindi il più antico Sefer Torah ancora in uso di cui si abbia notizia.
Riflettori puntati anche su Venezia, in attesa della conferenza stampa del 9 marzo che presenterà il calendario di eventi in omaggio ai 500 anni dall’istituzione del Ghetto di Venezia. Continua a essere grande l’attenzione dei media internazionali, come sottolineato nella rubrica Italics, che riferisce di un reportage fotografico proposto dal sito della CNN. Proposto poi un articolo sull’ebraismo della Laguna, che intervista Shaul Bassi, docente di letteratura all’Università Ca’ Foscari e tra gli organizzatori del Cinquecentenario. All’anniversario è stato dedicato anche il dossier, curato da Ada Treves, dell’ultimo numero di Pagine Ebraiche. I testi del dossier a partire da questa uscita di Pagine Ebraiche International Edition vengono proposti anche ai lettori che non conoscono la lingua italiana grazie al lavoro delle studentesse della Scuola superiore traduttori e interpreti di Trieste, che hanno iniziato a svolgere il proprio tirocinio presso la redazione del giornale dell’ebraismo italiano: a tradurre l’introduzione del dossier, Isabella Favero. Un’altra tirocinante, Ilaria Modena, firma invece la traduzione del ricordo che il direttore di Pagine Ebraiche ha dedicato al grande scrittore Umberto Eco nel numero di marzo. Ad accompagnare il testo, la vignetta che il disegnatore Enea Riboldi aveva dedicato all’autore in occasione dell’intervista concessa a Pagine Ebraiche prima della pubblicazione de “Il cimitero di Praga”. Ricorda l’incontro con Eco anche Daniela Gross, che racconta alcuni retroscena di quell’intervista, e spiega l’emozione di trovarsi davanti a un maestro.
È il francese la lingua settimanale di Bechol Lashon, che propone un pensiero del rabbino Benedetto Carucci, dedicato alla figura del sapiente e alle sue qualità. Per la sezione pilpul, torna il Double Life di Daniela Fubini, che parla di politica, di politici, e soprattutto di capelli.
Nella sua rubrica It Happened Tomorrow, il direttore Guido Vitale ripropone una frase di Shaul Bassi “Il Ghetto non è un posto semplice, non produce un messaggio netto e non ha la stessa bellezza che colpisce del resto di Venezia”.

Rossella Tercatin

(7 marzo 2016)