Qui Milano – Georges Loinger, partigiano eroe
che progettò la nave Exodus

Nel corso di un secolo, Georges Loinger, ebreo alsaziano classe 1920, ha vissuto molte vite, tutte da protagonista. Eroe della Resistenza francese, con il suo coraggio riuscì a salvare un migliaio di bambini ebrei dalla persecuzione nazifascista; e, come se non bastasse, il suo nome è associato alla celebre vicenda di Exodus, la nave salpata nel 1947 alla volta della Palestina mandataria per portare in quello che di lì a poco diventerà lo Stato ebraico 4500 sopravvissuti alla Shoah. Vicende che testimoniano il grande attaccamento e amore per la vita di Loinger, che all’alba del suo 106esimo compleanno, continua a volerle raccontare di persona. E così ha fatto a Milano, dove è arrivato in questa domenica primaverile per ripercorrere un secolo di vita e di avventure. Ad ospitarlo, il Memoriale della Shoah di Milano per un evento organizzato dal Keren Kayemet LeIsrael che ha visto un folto pubblico assieparsi in sala per ascoltare dalla voce di Loinger – arrivato con il figlio – la sua storia. “Un esempio di come una persona sola possa cambiare il corso degli eventi”, ha affermato in apertura il presidente del Memoriale della Shoah Binario 21 Ferruccio De Bortoli. “Con il progetto della nave Exodus Loinger è stato testimone del flusso di ebrei che emigrarono verso la Terra d’Israele – ha ricordato il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach – Noi al Memoriale e in Italia abbiamo visto invece un flusso contrario: i migranti che arrivano in Europa in cerca di rifugio”. “Tenendo a mente il messaggio del muro sull’Indifferenza all’ingresso di Binario 21, noi del Memoriale ci siamo posti il problema di cosa fare di fronte a questa emergenza e così abbiamo ospitato nel corso di alcuni mesi 4500 persone, profughi in fuga da 26 paesi diversi”, ha sottolineato Jarach, cedendo poi la parola al protagonista della serata, Loinger. A moderare l’incontro – a cui hanno partecipato tra gli altri i presidenti della Comunità ebraica di Milano Raffaele Besso e Milo Hasbani – Emanuel Segre Amar.
Fiero di essere francese ed ebreo, Loinger racconta come combatté contro il nazifascismo e come fu catturato e imprigionato dagli dalle forze occupanti. Per sua fortuna non scoprirono la sua identità ebraica. Riuscirà a fuggire dal campo di prigionia e decide di impegnarsi a salvare la vita di altre persone.  Lì iniziò eroicamente il suo salvataggio dei bambini ebrei francesi: “Molti venivano nascosti dalle famiglie non ebraiche, ma alcuni di questi bambini erano molto religiosi e avevano bisogno di crescere in un ambiente ebraico. Mi impegnai allora per farli passare la frontiera e farli arrivare in Svizzera”. E in questa fase della storia q fu cruciale il ruolo di un soldato dell’esercito italiano, che al confine decise di disobbedire a Hitler e far passare i piccoli: “Un gesto – racconta – che non dimenticherò mai”. Dopo aver messo al sicuro la propria famiglia, George Loinger decide di rimanere e combattere: “Ero un soldato francese, un resistente, il mio posto era la Francia”, spiega.

(21 marzo 2016)