Verona – Gino, una pista per la Memoria
Domenica mattina a Verona è stato inaugurato un tratto di una nuova pista ciclabile intitolandola a Gino Bartali. La nuova opera è stata realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’azienda Siof, che ha consentito a due giovani artisti veronesi – Michele De Mori, architetto e writer per passione e al designer, grafico ed esperto in walldesigner ILPIER (Pier Paolo Spinazzè), di utilizzare il muro esterno del proprio stabilimento, per disegnarvi un gigantesco murales arancio, grigio e rosa che ricorda il campione e le sue gesta umane e sportive.
Gino Bartali nel 2005 fu insignito dalla Stato italiano con la medaglia d’oro al valor civile perché si adoperò per il salvataggio di numerosi ebrei. Nel 2013 fu riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto tra le nazioni con questa motivazione: “Un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa”, anch’egli riconosciuto come Giusto tra le Nazioni.
“Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell’occupazione tedesca ed all’avvio della deportazione degli ebrei, ha salvato – prosegue Yad Vashem – centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati nei territori prima sotto il controllo italiano”. Bartali “ha agito come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei”.
Tra il numeroso pubblico veronese presente alla manifestazione c’erano molti appassionati di ciclismo e diversi soci delle sezioni veronesi Adei Wizo, Figli della Shoah e Italia-Israele.
L’opera artistica e il tratto di pista ciclabile sono stati inaugurati dall’assessore allo sport Alberto Bozza e dal presidente della Circoscrizione Mauro Spada.
Il rabbino di Verona, rav Yosef Labi, dopo alcune toccanti parole di saluto e di ricordo, ha recitato il salmo 20 in memoria di Gino Bartali e due passaggi dal pirkei avot, le massime dei padri.
Il sacerdote don Giacomelli, in rappresentanza della diocesi veronese, ha ricordato il campione con una speciale benedizione e ha invocato la pace e la giustizia. Molti gli interventi delle autorità presenti. Per la Comunità ebraica era presente una delegazione guidata dai consiglieri Natan Gantz e Roberto Israel Foroni e il vicepresidente Ariè Tieger, che nel portare il saluto e l’augurio degli ebrei veronesi ha ricordato “l’elevata figura umana di Gino Bartali che, trasportando documenti nascosti sotto il sellino e nelle tubature della sua bicicletta, ha permesso di salvare la vita a 800 ebrei italiani, francesi e yugoslavi”,
Ha aggiunto che “nella tradizione ebraica il luogo di sepoltura è chiamato anche Beit ha Chaim, casa della vita, e una persona non muore davvero mai se si mantiene vivo il ricordo del suo nome e così sarà per Bartali che ha operato secondo il detto ‘mi shematzil nefesh achat keilu hetzil olam malè’: chi salva una vita è come se avesse salvato il mondo intero”.
Bruno Carmi, presidente Comunità ebraica di Verona
(10 maggio 2016)