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…migranti

Gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane della settimana scorsa mettono quanto mai in evidenza come la situazione non si sia affatto risolta col patto con la Turchia, come molti leader europei volevano far credere. Anzitutto, va detto che questo patto non sia mai stato applicato nella sua interezza. Piano di smistamento profughi fra i Paesi UE infranto contro il muro del gruppo di Visegrad da una parte e Inghilterra e Francia dall’altra. Liberalizzazione visti ai cittadini turchi: nulla, Ankara deve ancora assolvere ai 72 obiettivi posti dall’Europa. Soldi alla Turchia, pare assai pochi rispetto ai 6 miliardi previsti. Rimpatri in Turchia: qualche centinaia. Va inoltre detto che il patto riguardava 72.000 migranti. Se si aggiungono le vergogne dei centri di accoglienza in Nord Africa, veri e propri lager di cui l’Europa porterà per sempre la macchia, il trasferimento dei profughi di Idomeni (luogo simbolo della vergogna europea) in strutture fatiscenti, la frittata è fatta. Come sempre, l’Europa non prende alcuna decisione, giocando la folle strategia dello spostare i problemi all’infinito. Finora nessuno ha avuto il coraggio di far crollare il castello, finché non arriverà una Le Pen qualunque a raccogliere tutto il mazzo.

Davide Assael, ricercatore

(1 giugno 2016)