Il SettimanAle
Arrivano gli ebrei

alessandro-trevesChi si fosse stufato, in questo periodo un pochino intenso, non tanto delle notizie che arrivano da Israele in sé per sé, ma di dover analizzare criticamente come ci vengano comunicate dai media, o addirittura di come vengano poi riferite da questo notiziario, può trovare sollievo nella satira televisiva israeliana. Il critico teatrale Michael Handelzalts offre su Haaretz del 4 giugno un’introduzione a tre dei programmi di maggiore successo, con i link a diversi spezzoni disponibili su YouTube. Eretz Neederet (‘E’ una terra meravigliosa’, che finora era sul secondo canale il giovedì) ed il suo epigono più mordace Gav HaUmah (‘Il dorso della nazione’, su Channel 10 il sabato) fanno satira sull’attualità, soprattutto politica, a volte intelligente, a volte demenziale, e spesso entrambe le cose, un po’ nello stile di Jon Stewart e di John Oliver, ovvero (ma il paragone non regge) di Maurizio Crozza. Il problema è che col mio livello di ebraico e di conoscenza della realtà israeliana mi perdo gran parte del fuoco a mitraglia delle battute e dei riferimenti. HaYehudim Baim (‘Arrivano gli ebrei’, sul primo il venerdì) è invece per me molto più accessibile, sia per il ritmo più blando che per la lingua più aulica che per i temi più universali. Bisogna essere disponibili a una re-interpretazione di Tanakh e Storia Patria. Mi sono visto otto episodi linkati al pezzo di Handelzalts: ‘I Dieci Comandamenti’; ‘La Circoncisione’[di Isacco e Ismaele]; ‘Il Sacrificio d’Isacco’; ‘L’Esecuzione di Eichmann’; ‘Ester e Mordecai’; ‘All’Accademia d’Arte di Vienna’ [l’esaminando è Adolf Hitler]; ‘La Vera Storia di Masada’; e il più irriverente, ‘Baruch Goldstein’. Può darsi, ma devo appurare, che valgano in sostituzione del Tikkun Leil Shavuot.

Alessandro Treves, neuroscienziato

(5 giugno 2016)