Informazione – International Edition
Venezia, resilienza in mostra alla Biennale
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha un nuovo presidente, Noemi Di Segni, 47 anni, a Roma da oltre 25 ma nata a Gerusalemme. Nell’uscita odierna di Pagine Ebraiche International Edition, il nuovo leader dell’UCEI per il prossimo quadriennio viene presentata ai lettori internazionali. Tra le priorità messe in evidenza da Di Segni, la sicurezza e il contrasto al terrorismo, la lotta contro l’antisemitismo, l’educazione e l’impegno per i giovani, il rafforzamento dell’identità ebraica e del rapporto tra tutte le comunità.
Anche l’Italia, ebraica e non, piange la scomparsa di Elie Wiesel. “Wiesel ha lavorato instancabilmente per mantenere viva la memoria di quell’orrore, per combattere l’indifferenza, la menzogna e le ingiustizie che ancora oggi purtroppo costituiscono mali comuni. Difensore della libertà, a fianco degli oppressi, la sua lezione è destinata a durare. In un momento in cui l’umanità si trova ad affrontare sfide epocali quali la barbarie del terrorismo e il dramma delle migrazioni, il suo esempio ci esorta a non deflettere dal perseguire l’obiettivo di costruire società più libere, giuste ed eque” le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Venezia ancora protagonista dell’estate 2016 all’insegna della cultura. Alla Biennale, una delle più prestigiose rassegne di arte contemporanea al mondo, il padiglione Israele, nato nel 1952 a soli quattro anni dall’indipendenza dello Stato, è dedicato al concetto e alle proprietà della resilienza, la capacità di resistere a uno shock o un trauma. Lo fa con una mostra dedicata al rapporto tra la biologia e l’architettura intitolata “LifeObject: Merging Architecture and Biology”. La rubrica Italics propone invece un articolo pubblicato negli scorsi giorni dal Tablet Magazine sulla grande mostra “Venezia, gli ebrei, l’Europa. 1516-2016” ospitata fino al prossimo 13 novembre a Palazzo Ducale nell’ambito delle iniziative per commemorare i 500 anni dall’istituzione del Ghetto della città lagunare.
Nei giorni degli Europei di calcio e in attesa delle Olimpiadi, su Pagine Ebraiche International Edition spazio allo sport: Giancarlo Antonioni, grande protagonista del mitico Mundial vinto dagli azzurri nel 1982, rivela come l’arbitrio israeliano Abraham Klein, che gli annullò un goal valido durante la partita Italia-Brasile, gli abbia rovinato il sonno per parecchi anni. Fino a un recente, fortuito nuovo incontro. In Bechol Lashon invece, un testo del settimanale ebraico tedesco Judische Allgemeine racconta il rapporto dell’ebraismo della star del calcio inglese David Beckham, che ne ha parlato in un recente incontro al JW3, il grande centro comunitario londinese.
Per la sezione Pilpul, una riflessione di rav Benedetto Carucci Viterbi ricorda l’importanza di una qualità purtroppo rara: quella di assumersi le proprie responsabilità di fronte a un fallimento, invece di addossarla ad altri.
Il direttore della redazione giornalistica dell’UCEI Guido Vitale sceglie di citare, nel suo It Happened Tomorrow, un pensiero di Dani Adriti, già a capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale di Israele, che nel 1976 partecipò al raid di Entebbe per liberare oltre 100 ostaggi. Di quell’operazione ricorre proprio in questi giorni il quarantesimo anniversario.
Rossella Tercatin
(4 luglio 2016)