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Qui Roma – Festival Letterature
Dall’Italia a Israele, tre scrittrici
nel segno di Natalia Ginzburg

IMG_20160713_124712 Sarà dedicato al tema della memoria il decimo e ultimo appuntamento del festival Letterature in corso a Roma, con uno sguardo che si intreccia profondamente con le complesse questioni dell’identità e della storia ebraica in Europa e in Israele. Ad aprire l’incontro, intitolato “In memoria di noi” e che si svolgerà alla Basilica di Massenzio, sarà la scrittrice israeliana Dorit Rabinyan, la quale leggerà il suo testo inedito “Il partner segreto”. La serata proseguirà quindi con un omaggio a Natalia Ginzburg per il centenario dalla sua nascita il 14 luglio 1916. A offrire alcune letture dai suoi libri sarà l’attrice Piera Degli Esposti, mentre le due scrittrici Cristina Comencini e Chiara Valerio leggeranno dei loro testi inediti ispirati alla persona e all’opera di Ginzburg. “Sento una particolare vicinanza con lei, le cui opere sono state tutte tradotte in ebraico, e sono convinta che questo comune sentire sia legato non tanto al fatto di essere donne e scrittrici mediterranee, bensì alla condivisione di radici molto più profonde, quelle ebraiche”, ha affermato Rabinyan nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina alla Casa delle letterature a cui hanno partecipato anche la curatrice della manifestazione Maria Ida Gaeta, assieme a Comencini e Valerio. “Natalia Ginzburg era una persona severa ma generosa, – ha raccontato Comencini, che la conosceva personalmente – di poche parole e molto rigorosa nella vita così come nella sua scrittura”. In una sola parola, “una roccia, come mio padre”. E così, “Rocce”, s’intitola il testo che dedica al suo ricordo del loro incontro avvenuto negli anni Ottanta, quando Comencini inviò a Ginzburg il suo secondo romanzo poi pubblicato anonimo e lei rispondendo dopo sole quarantott’ore la aiutò nell’editing, “una grande fortuna”. Non l’ha invece conosciuta personalmente Valerio, di una generazione più giovane, ma ha imparato ad apprezzarla attraverso i suoi libri, tra cui Caro Michele, a cui dedica il suo testo intitolato “Per lettera di tutte le cose visibili e invisibili in Natalia Ginzburg dentro di me”. “Grazie a mia madre sono cresciuta con Natalia Ginzburg, che in casa nostra era come un intercalare – ha raccontato – e di lei mi piace proprio il fatto che sia riuscita a creare attraverso le sue opere dei modi di dire che noi tutti ormai usiamo”.
“Il partner segreto” di Dorit Rabinyan – di cui si è molto parlato di recente in relazione al suo ultimo romanzo Borderlife, che racconta la storia d’amore a New York tra un’israeliana e un palestinese e aveva scatenato una polemica per l’opposizione del ministero dell’Istruzione israeliano alla sua inserzione nei libri consigliati per studenti del liceo – è stato pubblicato oggi in anteprima sul Corriere della sera. Si tratta di un testo biografico dedicato al ricordo di Ytzhak Rabin e dell’euforia perduta dei tempi in cui la pace sembrava vicina. “L’ho scritto come mia memoria personale e intima, poiché mi è cara e vicina dal momento che mi ha ispirato nella scrittura del mio primo romanzo Spose persiane, ma allo stesso tempo – ha concluso – anche come memoria collettiva della mia generazione”.

(13 luglio 2016)