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Verso Rio 2016
Sognando la maratona, Lonah
e la sua nuova vita israeliana

ShowImage Quando Lonah Chemtai è arrivata a Tel Aviv nel 2009 come ragazza au pair dell’ambasciatore del suo paese, il Kenya, non avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe rappresentato Israele ai Giochi olimpici. E invece in queste ore sta facendo la valigia per Rio, dove parteciperà a una delle più nobili delle gare, la maratona. Ma se il suo fisico atletico e l’assistenza del suo allenatore nonché marito hanno reso la preparazione per la gara un sogno che si è realizzato, meno in discesa è stata la strada per la qualificazione da un punto di vista burocratico. Perché anche se Lonah vive in Israele da vari anni ed è sposata con un israeliano, non ha ottenuto la cittadinanza fino quasi alla scadenza della presentazione della domanda di qualificazione quest’estate. Il momento decisivo è stata la vittoria della maratona di Tel Aviv e la sua apparizione in televisione, dopo le quali la sua storia ha fatto il giro del paese attirando anche l’attenzione del ministro dell’Interno Aryeh Deri, il quale ha fatto sì che le pratiche fossero accelerate e approvate all’ultimo minuto, facendola naturalizzare giusto in tempo per Rio.
“Sono molto fiera di gareggiare per Israele, e spero di poter stabilire un nuovo record personale”, ha dichiarato Chemtai, la quale per percorrere i 42,195 chilometri della maratona impiega intorno all’ora e 40. Un tempo di circa venti minuti superiore a quello delle campionesse del mondo, ma come ha fatto notare il suo allenatore-marito Dan Salpeter, contano anche le condizioni di gara, e le strade sterrate nelle zone umide di Israele dove si prepara Lonah non sempre sono le migliori . “Un record personale a Rio dipende molto anche dal contesto – le sue parole – che può cambiare di giorno in giorno, dunque è difficile prevedere come andrà”. Quello che è certo è che “Lonah ha un grandissimo potenziale che potrà implementare molto nei prossimi dieci anni e più”.
Chemtai ha ventisette anni, ed è nata in una zona rurale del Kenya occidentale. Insieme a Dan, che ha sposato proprio nel suo paese di origine, è mamma di Roy, che adesso ha un anno e mezzo. E da un anno e mezzo è anche maratoneta, poiché ha iniziato ad allenarsi per quella specifica gara esattamente dopo la nascita del suo bambino. La corsa però la pratica già da molto più tempo, e ha affermato che per i prossimi Giochi olimpici che si svolgeranno a Tokyo nel 2020 vorrebbe addirittura partecipare ai 10 mila metri. Del resto, ha detto che in fondo correre la maratona “non è una sfida poi tanto ardua”.

f.m. twitter @fmatalonmoked

(3 luglio 2016)