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Non si possono fermare le ferrovie di Shabbat

treni-shabbatLe Ferrovie israeliane possono continuare a lavorare di shabbat e il Primo ministro non ha titolo per bloccare le manutenzioni d’urgenza sulla linea ferroviaria. È quanto ha sancito l’Alta Corte israeliana, ponendo fine a una diatriba che ha rischiato di far naufragare la coalizione guidata da Benjamin Netanyahu. Due settimane fa, infatti, Netanyahu aveva ordinato alle Ferrovie dello Stato di fermare 17 dei 20 progetti previsti per il fine settimana: un blocco deciso per venire incontro alle pressioni dei partiti haredi, assolutamente contrari alla possibilità che i dipendenti delle Ferrovie lavorassero di sabato, anche su quelle tratte che richiedevano manutenzioni straordinarie. Così lo scorso weekend il Paese si è trovato mezzo paralizzato dal traffico, visto che la linea ferroviaria più utilizzata, la Tel Aviv-Haifa era ferma: 150 mila passeggeri domenica (primo giorno lavorativo della settimana in Israele) hanno dovuto utilizzare mezzi di trasporto, pubblici e privati, diversi dai treni, con imbottigliamenti e ritardi che si sono accumulati un po’ ovunque attorno alle due città. Il blocco ha fatto montare la rabbia di molti pendolari e ha portato a una petizione del partito di estrema sinistra Meretz all’Alta Corte di Giustizia israeliana: secondo Zehava Galon (leader di Meretz), Netanyahu non aveva titolo per bloccare i lavori previsti di sabato, un fatto poi effettivamente confermato dai giudici, che hanno disposto – con un’ordinanza – il ripristino dei progetti previsti di shabbat, lasciando alle Ferrovie dello Stato il compito di decidere quando operare. La Corte ha inoltre disposto che l’azienda ferroviaria non prenda ulteriori istruzioni dal Primo ministro per quanto riguarda il lavoro delle infrastrutture.
“Porre fine a questa situazione è la cosa giusta da fare”, il commento del Premier, che, commentano i quotidiani israeliani, spera di lasciarsi dietro le spalle le polemiche esplose dopo la sua decisione di avvallare la richiesta dei partiti haredi. Il ministero dei Trasporti, guidato da Haim Katz, ha criticato il provvedimento del Primo ministro, ricevendo una risposta dura da parte dello stesso Netanyahu: la crisi dei treni, spiegavano i media locali, ha rischiato di creare un vero e proprio strappo all’interno della coalizione, ora apparentemente superato.