Piero, cane magico
Quando ho finito di leggere L’imprescindibile Piero, di Paolo Morganti (Morganti Editori, 17 Euro) ero felice e arrabbiato. La storia del ruvido ma tenero Bruno Armàn; della schietta e angelica Aspasia, e soprattutto la sua, quella del cane – no, del piers (dovrete leggerlo per capire la differenza) – trovato/perduto/ritrovato, mi aveva fatto passare due ore di leggera ma non vuota distrazione. Ma. Ma ero anche un po’ dispiaciuto perché, pensavo, un libro così merita il palcoscenico nazionale, e la casa editrice di Udine – per quanto ben distribuita nelle librerie e presente anche sulle piattaforme di IBS e Amazon – non credo sia capace di tirature, pubblicità e recensioni adeguate.
E dire che avevo cominciato a leggerlo con più di qualche pregiudizio, nonostante la presenza annunciata di un cane da romanzo – condizione per me sufficiente per farmi scodinzolare. Un’amica, che sa della mia inclinazione canina, me lo aveva consigliato, ma, appena ne ho una copia fra le mani, vedo che l’editore ha lo stesso nome dell’autore, e che molti dei libri pubblicati sono proprio dello stesso Paolo Morganti. Arriccio il naso, da vecchio conoscitore di case editrici piccole, e mi chiedo ‘non sarà mica un’altra di quelle che pubblicano a pagamento, o che sono state create dall’autore per pubblicare i suoi libri, che probabilmente nessun altro vuole in catalogo?’
La copertina professionale, la carta buona e i testi dei risvolti (una sinossi ben descritta e una simpatica biografia dell’autore), e soprattutto la foto di Piero hanno messo il dubbio ai miei dubbi: che fosse l’eccezione?
Bene. Lo è.
Bruno Armàn – scrittore di successo, sciupafemmine e gourmand che pare uscito dalle storie dei ‘duri’ alla Marlowe di un Chandler della Bassa Friulana.
Aspasia Leonardis – intrigante ristoratrice e appassionata cultrice di Giacomo Leopardi.
Piero – cane magico.
Sono i protagonisti di una appassionata storia d’amore, di un menage a trois che fa sorridere, riflettere e un po’ anche soffrire; anche i co-protagonisti – su tutti Romano, il friulano-svizzero che darà lo sviluppo nodale alla trama – sono ben descritti, vivi e credibili.
E poi c’è il territorio di questa storia di cucina, parole d’amore e parolacce: una Pordenone poco narrata, e soprattutto Topolò, paese che sembra inventato già dal nome, e che invece non solo esiste, ma ha già fama presso artisti e poeti per il suo annuale poetico festival estivo alla Nabokov.
Non mancano preziosi consigli eno gastronomici, ricette raffinate, divagazioni poetiche da Casa Giacomo Leopardi, microstorie della vita dei santi e dei fanti che hanno battuto, e ancora battono, i sentieri e i boschi di quella terra benedetta che è il Friuli descritto da Paolo Morganti.
L’imprescindibile Piero è un romanzo d’amore per la vita, di quelli che – senza pretese e con misura – ti fanno ragionare divertendoti. E se vi par poco…
NotaBene: anche il prossimo Esercizio di Lettura – giovedì prossimo 6 ottobre – sarà dedicato a un cane magico, di nome Blasco. Non è un romanzo, è Storia Ebraica che si fa storia contemporanea e insieme favola. Ha per titolo “È solo un cane (dicono)” Sarà nelle librerie lo stesso giorno, edito da Astoria. L’autrice è Marina Morpurgo.
Valerio Fiandra
(29 settembre 2016)