Mosul e le minacce del Califfo
Mentre continua la battaglia di Mosul tra forze irachene, pershmerga curdi e Daesh, torna a farsi sentire il sedicente califfo Abu Bakral Baghdadi. In un messaggio inviato ai suoi uomini, trincerati nella città irachena, Baghdadi incita a resistere e lancia una dichiarazione di guerra al mondo intero: dagli ebrei agli sciiti che, afferma, vogliono impadronirsi di tutto l’Iraq (Il Sole 24 Ore). Secondo i servizi segreti britannici in ogni caso il sedicente califfo ha già abbandonato Mosul e la sua posizione attuale non è nota (Avvenire).
Elezioni Usa. Nei sondaggi dei singoli Stati, la democratica Hillary Clinton continua ad essere davanti al repubblicano Donald Trump. Ma la partita è ancora aperta. “Trump può vincere – scrive il Corriere – anche se sembra difficile: la via passa attraverso Stati in bilico con molti voti elettorali come Ohio, Florida e North Carolina e la speranza che ne rientrino in gioco altri come Colorado e New Hampshire”. Secondo Evan Cornog, firma del New Yorker di cui Repubblica pubblica oggi un articolo, Trump “ha sfidato la Storia per conquistare l’America razzista” ovvero ha riportato alla luce sentimenti che già facevano parte del terreno sociale americano. Cornog infatti ricorda tra le altre cose “i pregiudizi anticattolici e antisemiti” che “incoraggiarono una legge fortemente restrittiva sull’immigrazione, l’Immigration Act del 1924, che stabiliva quote mirate a ridurre drasticamente l’immigrazione complessiva e in particolare a tagliare il numero dei cattolici e degli ebrei in arrivo”.
La Toscana di Bassani. Sul Corriere fiorentino, Dora Liscia Bemporad, docente universitaria, ricorda lo zio, lo scrittore Giorgio Bassani e il suo legame con la Toscana. “Per capire mio zio e la sua opera bisogna guardare a quel drammatico autunno in cui sfuggì più volte alle grinfie degli aguzzini, che lo braccavano sia perché ebreo e sia perché oppositore. – racconta la nipote al giornalista Adam Smulevich – In riva all’Arno, diede ancora una volta prova che il suo antifascismo sapeva essere teorico e pratico al tempo stesso. Era già stato in carcere a Ferrara per le sue idee, e anche stavolta non esitò ad esporsi ben sapendo quale sarebbe stata la sua sorte in caso di arresto”. Di questo intreccio tra l’autore del Giardino dei Finzi Contini e la Toscana si parlerà nel programma del convegno sugli intellettuali ebrei “e il dovere della testimonianza” organizzato dal 7 al 9 novembre su impulso dell’ateneo fiorentino, con il coordinamento scientifico di Anna Dolfi, nel quadro delle celebrazioni del centenario della nascita dello scrittore ferrarese.
Genova, la Memoria e i profughi. Hanno sfilato anche alcuni richiedenti asilo nella marcia silenziosa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, la Comunità ebraica di Genova, il Centro culturale Primo Levi e l’Università per ricordare la deportazione degli ebrei genovesi da parte dei nazifascisti iniziata il 3 novembre 1943. “Bisogna ricordare, – spiega a Repubblica Genova Sergio Casali della Comunità di Sant’Egidio – in modo che non si verifichi mai più quel clima freddo di indifferenza che portò all’agguato contro tante persone innocenti”.
Milano, Sala toglie la corona al Campo X. “Pur nel rispetto di tutti i caduti, il Comune ritiene opportuna una riflessione che porti, a partire dall’anno prossimo, ad un aggiornamento dell’elenco di questi luoghi”. Lo scrive il sindaco Beppe Sala sulla sua pagina Facebook, riguardo alla corona posata dal Comune nel campo X del Musocco dove sono sepolti caduti della Rsi e Ss e contro cui ha fortemente protestato l’Anpi. Una tradizione che va avanti da oltre 25 anni e che il Primo cittadino vuole rivedere (Corriere Milano).
L’Otello di Gitai. “Chi è Otello? Un migrante dei nostri giorni”, così il regista israeliano Amos Gitai a Repubblica, parlando del suo nuovo progetto: l’Otello di Rossini, che porterà in scena al San Carlo il prossimo 30 novembre. Per Gitai sarà il debutto assoluto nella regia di lirica.
Angelica da Roma a Israele. “Cosa spinse una ragazza ebrea di Roma ad abbandonare l’Europa negli anni Settanta, col suo benessere e la sua pace sociale, per andare a vivere nel Kibbutz Sasa, nell’unghia sotto assedio di Israele?”, scrive Giulio Meotti su Tempi raccontando il nuovo libro di Angelica Edna Calo Livne, Memorie di un angelo custode (Cantagalli).
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
(4 novembre 2016)