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Poi [dopo la Milah] il Signore apparve [venne a fare visita agli ammalati] a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: “Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. (Genesi 18, 1 – 2).

I due angeli arrivarono a Sodoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: “Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada”. Quelli risposero: “No, passeremo la notte sulla piazza”. Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!”. Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: “No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto”. Ma quelli risposero: “Tirati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!”. E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta.

Chi vogliamo seguire?
La filosofia di vita di Abramo, padre del popolo di Israele, è quella dell’accoglienza.
La filosofia di vita di Sodoma, al contrario, è quella della paura, del sospetto, dell’esclusione.
Quale è il modello prevalente oggi nella nostra società moderna?
Quanti di noi sono come Lot? Confusi e insicuri difronte al crescente violenza ideologica e timore del diverso diffusi nelle nostre società contemporanee?
Domanda banale?
Risposta scontata?
Forse no… Pensiamoci…
Dobbiamo tenere presente che il nostro modello è Abramo, proprio in quanto suoi figli, proprio in quanto ebrei.
Chiunque possegga le seguenti tre qualità può definirsi discepolo di Abramo, nostro padre, mentre chiunque possiede le tre qualità contrarie, può definirsi discepolo di Bilam il malvagio. Chi possiede l’occhio buono, lo spirito moderato e l’animo umile è dei discepoli di nostro padre Abramo (Avoth 5, 19).

Paolo Sciunnach, rabbino

(14 novembre 2016)