Attacco al campus americano
La pista porta verso l’Isis

rassegna“Sono stufo di vedere i musulmani sotto attacco e torturati”. Così sfogava la sua rabbia sui social Abdul Razak Ali Artan, il 18enne somalo che ieri ha attaccato il campus dell’Università Columbus, in Ohio. Il giovane assalitore ha usato la sua auto come arma, investendo diversi pedoni e ferendone undici. Poi è uscito dall’auto con un coltello da cucina in mano per aggredirne altri ma è stato fermato da un poliziotto, intervenuto sulla scena. L’agente ha aperto il fuoco uccidendo l’attentatore. Negli Stati Uniti, le autorità sono ancora caute, spiega il Corriere, nel definire l’attacco come terrorismo ma, sottolinea sempre il quotidiano, la pista sembra essere quella: poche ore prima dell’azione di Artan, l’Isis aveva diffuso un video in cui incitava nuovamente i musulmani a colpire l’Occidente con attacchi spontanei. Diventare quindi “lupi solitari”, utilizzando come armi coltelli e auto. Una modalità che Israele purtroppo ben conosce, spiega il Corriere, con il terrorismo palestinese che nel recente passato ha preso proprio questa forma di terrorismo fai-da-te (negli ultimi giorni, come hanno raccontato le cronache quotidiane, arrivando a diventare incendiario con roghi appiccati in tutta Israele).

Israele in fiamme, dov’è la voce di chi difende l’ambiente? In una lettera a La Stampa Alberto Sonnino, cofondatore di The Italian Council for a Beautiful Israel, associazione ambientalista israelo-italiana, denuncia il silenzio delle organizzazioni ambientaliste italiane di fronte agli incendi dolosi appiccati in Israele per mano palestinese. “Quello che ci stupisce – scrive Sonnino – è che le organizzazioni italiane che dovrebbero tutelare l’ambiente non abbiano alzato la propria voce di condanna, lasciandoci pensare che se è Israele a essere colpita, i valori e gli ideali ecologisti possono essere trascurati”. Nelle stesse ore in cui Israele combatteva le fiamme, sottolinea il Foglio, la Francia decideva di portare avanti l’etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti in Cisgiordania. “C’è da rammaricarsi – ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon – che proprio la Francia adotti provvedimenti del genere che potrebbero essere interpretati come un sostegno agli elementi radicali e al movimento per il boicottaggio di Israele”

Russia, la Memoria sfregiata. L’intento doveva essere ricordare la Shoah, ispirandosi a La vita è bella di Benigni. “Ma il risultato – scrivono il Corriere e Repubblica – ha scatenato le polemiche della rete (ma non solo) quando Tatiana Navka (foto), ex campionessa olimpica di pattinaggio e moglie del portavoce di Putin, è apparsa in tv insieme al suo compagno di pattini vestendo i panni di due prigionieri di un campo di concentramento. La performance è stata trasmessa nel corso dello show del sabato Era Glaciale”. Sorrisi e gesti dei pattinatori sono sembrati solo un insulto alla Memoria della Shoah e non certo un modo di ricordare la tragedia.

Aleppo nelle mani di Assad. In due giorni i ribelli siriani hanno perso quasi la metà dei quartieri di Aleppo Est che per quattro anni avevano difeso con successo contro le forze del dittatore siriano Bashar al-Assad. “Ancora nell’estate del 2015 – spiega La Stampa – erano loro sul punto di conquistare la parte occidentale della città, la più grande e ricca della Siria prima della guerra civile. L’intervento russo ha rovesciato le sorti della battaglia”.

Raggi e il mancato invito vaticano per la fine del Giubileo. Tra i 400 ospiti del Palazzo Apostolico convocati ieri da papa Bergoglio a chiusura del Giubileo, c’erano tutti tranne lei: Virginia Raggi, scrive Repubblica. “La sua presenza non era prevista”, la precisazione a sera della sala stampa vaticana. “Raggi non è stata invitata o non è venuta? – si chiede il quotidiano – Un dilemma in entrambi i casi spiegabile con i presunti malumori del Vaticano, che in più occasioni avrebbe lamentato la latitanza della sindaca sia nella fase organizzativa, avendo lei disertato tutti i tavoli di lavoro interistituzionale, sia in alcune cerimonie giubilare, in primis la canonizzazione di madre Teresa in piazza San Pietro”.

Daniel Reichel