MUSICA E LINGUAGGI Vicolo della desolazione
Il mondo rende omaggio a Bob Dylan, appena premiato con il Nobel della Letteratura dalla Swedish Academy di Stoccolma. Dario Calimani, anglista, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, regala a Pagine Ebraiche la traduzione di alcune canzoni che offrono spunti di riflessione unici. Questa settimana si tratta di Desolation Row, brano dell’album Highway 61 Rivisited, uscito nel 1965
Vendono cartoline dell’impiccagione
sporcano di marrone i passaporti
nel salone di bellezza si affollano i marinai
il circo è in città
arriva il commissario cieco
l’hanno mandato in trance
una mano legata al funambolo
l’altra nei pantaloni
e la squadra di pronto intervento è sulle spine
vuole andare da qualche parte
mentre con la mia signora stasera sbirciamo
nel Vicolo della desolazione
Cenerentola sembra così leggera
“I simili si riconoscono,” sorride
con le mani dietro nelle tasche dei pantaloni
alla Bette Davis
e viene Romeo e si lamenta
“Tu, credo, mi appartieni”
e c’è chi dice: “Sei nel posto sbagliato amico mio
vattene che è meglio”
e l’unico suono che rimane
partite le ambulanze
è Cenerentola che spazza il selciato
in Vicolo della desolazione
Ora la luna si è nascosta un po’
le stelle si stanno nascondendo
la signora che legge le carte
ha riposto tutte le sue cose
tranne Caino e Abele
e il gobbo di Notre Dame
fanno tutti all’amore
o attendono la pioggia
e il buon samaritano si veste
si prepara per la scena
stasera andrà al carnevale
in Vicolo della Desolazione
Ora Ofelia è sotto la finestra
e ho paura per lei
ventidue anni oggi
e già zitella
per lei, la morte è una cosa romantica
ha addosso una cotta di maglia
la sua professione è la sua religione
il suo peccato è la sua vita smorta
e anche se ha gli occhi fissi sul
grande arcobaleno di Noè
passa il tempo a sbirciare
sul Vicolo della desolazione
Einstein, travestito da Robin Hood
coi ricordi in un baule
è passato di qui un’ora fa
con il suo amico, un monaco invidioso
sembrava così impeccabilmente spaurito
mentre scroccava una sigaretta
poi proseguì sniffando canali di scolo
e recitando l’alfabeto
ora non lo degneresti di uno sguardo
ma un tempo era famoso
per come suonava il suo violino elettrico
in Vicolo della desolazione
Il dottor Lercio tiene il suo mondo
dentro a una tazza di cuoio
ma tutti i suoi pazienti asessuati
cercano di farla esplodere
ora la sua infermiera, provinciale frustrata
è responsabile del buco di cianuro
e tiene anche le carte con su scritto
“Abbi pietà dell’anima sua”
tutti suonano dei fischietti
li senti fischiare
se ti sporgi abbastanza
dal Vicolo della desolazione
Dall’altra parte della strada hanno inchiodato le tendine
si preparano alla festa
il Fantasma dell’Opera
perfetta immagine di un prete
Stanno imboccando Casanova
perché si senta sicuro
poi lo uccideranno con fermezza
dopo averlo intossicato di parole
e il Fantasma grida a giovani rinsecchite
“Via di qua, non lo sapete che
Casanova verrà punito per essere entrato
nel Vicolo della desolazione”
A mezzanotte tutti i poliziotti
e la ciurma ultraterrena
escono ad arrestare
chi ne sa più di loro
poi li portano alla fabbrica
dove gli allacciano alle spalle
la macchina dell’infarto
e poi il kerosene
è portato a valle dai castelli
da assicuratori attenti
che nessuno cerchi riparo
in Vicolo della desolazione
Sia lode al Nettuno di Nerone
il Titanic salpa all’alba
e tutti lì a gridare
“Tu da che parte stai?”
ed Ezra Pound e T.S. Eliot
si battono in torre di comando
mentre cantanti di calypso ridono di loro
e i pescatori offrono fiori
fra le finestre del mare
dove guizzano graziose sirene
e nessuno deve darsi pensiero per
il Vicolo della desolazione
Sì, ieri ho ricevuto la tua lettera
(proprio quando sì è rotta la maniglia della porta)
quando mi hai chiesto come stavo
era forse una battuta?
Tutta la gente di cui parli
sì, li conosco, non mi dicono nulla
ne ho dovuto riordinare le facce
e dargli un altro nome
al momento non riesco a leggere bene
non mandarmi altre lettere no
non se non le spedisci
dal Vicolo della desolazione
Testo di Bob Dylan, traduzione di Dario Calimani.