America e Israele, comunità allo specchio
Tra i momenti più intensi di “Eccomi”, la più recente opera dello scrittore Jonathan Safran Foer (Guanda editore), è il racconto/incontro del protagonista Jacob, per molti versi incarnazione dell’ebreo americano medio, con il cugino israeliano Tamir. I loro nonni, fratelli e unici sopravvissuti alla Shoah della loro numerosa famiglia polacca, all’indomani della guerra hanno scelto infatti di ricostruirsi una vita in due luoghi diversi, uno negli Stati Uniti, l’altro in Israele, e così Jacob e Tamir si ritrovano a portare avanti esistenze parallele, uomini simili eppure differenti, che solo il destino ha portato in continenti distanti. A fotografare cosa divide, ma anche cosa unisce, la comunità ebraica degli Stati Uniti con i cittadini ebrei di Israele è uno studio del Pew Research Center, prestigioso istituto apolitico che indaga le tendenze degli USA e nel mondo. Il rapporto con l’osservanza religiosa, il modo di guardare al proprio ruolo nella società, le priorità per il futuro tra gli argomenti al centro del rapporto.
“Il Pew Research Center ha interrogato adulti ebrei di entrambi i paesi, e ha registrato l’esistenza di profondi legami tra essi. Tuttavia, le loro esperienze e prospettive sono molto diverse,” esordisce il documento. Tra i primi esempi citati, quello delle risposte al quesito su quale sia la più grave minaccia per il futuro di Israele. I locali hanno menzionato le difficoltà economiche come principale preoccupazione scelta dal 39% del campione, mentre la questione sicurezza/guerre/terrorismo segue di un soffio segnalata dal 38% degli intervistati (con un ulteriore 14% che ha parlato di problemi politici, religiosi o sociali). In America i temi economici praticamente non compaiono (solo l’1% dei rispondenti ne parla), mentre la sicurezza è vista come fattore principale di apprensione dal 66% e i temi politici, religiosi o sociali dal 18%. D’altro lato, questi ultimi hanno più fiducia nella possibilità per lo Stato ebraico di convivere pacificamente accanto a uno palestinese (61 contro 43), e meno nel contributo dato dagli insediamenti nei Territori alla difesa del paese (17 contro il 42).
Differenze significative sono presenti anche nella sezione dedicata all’appartenenza e all’osservanza religiosa. Il 63% degli israeliani dice per esempio di tenere una cucina casher in casa, mentre solo il 22% degli ebrei statunitensi fa altrettanto. Alta per entrambi i gruppi, sebbene in modo più accentuato in Israele, la percentuale di coloro che hanno partecipato a un seder durante l’ultimo Pesach (93% e 70%), nonostante in entrambi i paesi, a sostenere che la religione giochi un ruolo importante nella vita personale sia meno di un terzo degli interpellati (30% e 26%).
Spunti interessanti emergono poi nel significato attribuito dagli intervistati all’identità ebraica. Se ricordare la Shoah è considerato importante sia a Gerusalemme sia a Washington (65% e 73%), gli americani pongono una maggiore enfasi sulla necessità di condurre una vita etica (69% contro 47%), sulla curiosità intellettuale (49% e 16%) e sul senso dell’umorismo (42% e 9%).
“Una delle principali ma ignorate differenze tra gli ebrei americani e gli ebrei israeliani è che i primi sono una comunità, e funzionano come una comunità, i secondi un popolo” spiega il saggista Yossi Klein Halevi commentando la ricerca per il Pew. “Le comunità tendono a essere più omogenee: senza voler negare le differenze profondo che esistono negli Stati Uniti, dal punto di vista socio-economico gli ebrei americani appartengono per la stragrande maggioranza alla classe medio/medio-alta, e hanno una laurea. In Israele esistono lavoratori e ceti medio-bassi che lottano contro le sfide di questi anni”. Tra gli altri aspetti evidenziati, la prevalenza degli ashkenaziti nella comunità americana a fronte di una realtà molto più composita in Israele.
“Penso che tra gli ebrei americani ci sia una visione eccessivamente omogenea e semplificata di cosa sia ‘ebraico’” sottolinea Halevi.
A disegnare tuttavia un tratto comune è l’attaccamento reciproco: se la grande maggioranza degli americani dichiara un legame con Israele, la maggior parte degli israeliani pensa che gli ebrei americani abbiamo un’influenza importante e positiva sul paese e che una diaspora forte e in crescita sia fondamentale per il futuro del popolo ebraico. Perché, conclude lo studio del Pew, entrambe le popolazioni credono nell’esistenza di un destino comune.
Rossella Tercatin
(4 dicembre 2016)