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umanità…

La parashà di questa settimana riporta, per bocca di Yaakov, questa espressione: “In questo luogo c’era Dio ed io non lo sapevo.”Mi commuove Yaakov nella sua fragilità, nella sua semplicità, nella sua umanità. Di notte, dopo un sogno rassicurante, ma anche sconvolgente Yaakov afferma di aver riscoperto Dio, di averlo trovato tra le proprio angosce, lì dove lui non immaginava che questo potesse accadere. Contemporaneamente Yaakov afferma che non “sapeva” che Dio fosse lì, che non era certo della presenza di Dio al suo fianco, non era sicuro della Sua benedizione costante.
Quanto è umano e fragile nostro padre Yaakov e quanto ha ragione: ci sono luoghi, momenti, spazi ed avvenimenti per i quali è davvero difficile sentire la presenza di Dio. Ci sono orizzonti nei quali la fede può essere espressa solo al passato ed in maniera retroattiva: “Dio c’era ed io non lo sapevo.” Ed è così umano e giusto ammettere di non saperlo.

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino

(9 dicembre 2016)