La Giornata per la lingua ebraica
“Il 21 di Tevet parliamo ebraico”

Schermata 2017-01-17 alle 14.06.49Il 21 di Tevet, ovvero il 19 gennaio nel calendario civile 2017, corrisponde al Giorno della lingua ebraica – יום הלשון העברית: ovvero la data scelta da Israele per celebrare e promuovere la lingua ebraica all’interno dei confini nazionali così come in tutto il mondo. Un modo per sensibilizzare e far conoscere al pubblico la ricchezza dell’ebraico che ha radici antiche ma che al contempo possiamo considerare giovane ed in continua evoluzione. E lo dimostra la continua introduzione da parte dell’Accademia della lingua ebraica di Gerusalemme di nuovi termini al vocabolario corrente. Ultime in ordine di tempo (introdotte ufficialmente proprio il 16 gennaio) parole come כְּפַרְוָר (Kfarvar), che unisce la parola villaggio a quella che indica l’insediamento agricolo e indica, spiega l’Accademia, i nuovi sobborghi delle città in espansione. È il caso ad esempio di Tel Aviv, metropoli in espansione
che ha inglobato terreni prima agricoli, oggi edificati e diventati parte della città. E rimanendo sul tema urbano, troviamo עִיר הֲלִיכָה (ir Halicha), ovvero una città percorribile a piedi, ma anche רַב־כְּרַךְ (ravKrach), megalopoli (qui le altre parole). Termini che, come si vede, seguono l’evoluzione e si adattano ai tempi così come insegna il lavoro sulla lingua fatto dal grande filologo Eliezer Ben Yehuda, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento e considerato uno dei padri dell’ebraico moderno. E non è un caso se Yom HaIvrit cade proprio nel giorno ebraico della nascita di Ben Yehuda, il 21 di Tevet. Un momento dunque di festa che guarda al passato e al contempo al futuro, a cui la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni invita a partecipare. Un invito rivolto sia alle realtà ebraiche italiane sia a tutti coloro che amano l’ebraico a organizzare un momento di studio per ogni età, collettivo o personale, di alcune ore o anche breve per il 19 gennaio prossimo, magari utilizzando proprio quelle nuove parole introdotte dall’Accademia della lingua ebraica.

Daniel Reichel

(17 gennaio 2017)