L’analisi scorretta – Anni ’30…
L’editorialista francese Bernard Guetta e venerdì lo storico dell’economia Giuseppe Berta su “Il Mattino” di Napoli, accennano ad un’alleanza economica USA/Russia/UK contro la Cina e l’Europa “Tedesca”. Scambiate la Cina, potenza egemone dell’Estremo Oriente col Giappone, che lo era negli anni ’30 e’40 e avrete lo stesso scenario della Seconda guerra mondiale.
Come allora la Russia flirta coi tedeschi, ma alla fine questi sono gli schieramenti con Francia e Italia come comparse dietro l’attore principale tedesco. 70 anni di pace e voilà si ricomincia…
E non è tutta colpa di Trump, la Brexit c’è stata quando ancora nessuno credeva che il “Donald” sarebbe divenuto il quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti. Ciò che inquieta chi come noi è nato dopo il 1957, ed è abituato ad un’Europa unita e pacifica, è l’attivismo di Putin e ora di Trump a favore delle forze politiche populiste e disgregatrici dell’Europa (quelle che sabato si sono riunite a Coblenza in una unica foto).
Attanagliate dalla crisi, più sistemica, che economica in senso stretto, le popolazioni europee è comprensibile che scarichino su Bruxelles le proprie angosce e che individuino negli immigrati, che rubano il lavoro, il capro espiatorio delle loro insicurezza economica; così come negli anni ’30, in Europa (non solo in Germania) oggi gli ebrei sono gli immigrati. E anche questo purtroppo assomiglia a un drammatico film già visto.
Ma quello che preoccupa di più è proprio che Putin e Trump soffino sul fuoco per far crescere queste forze che credono, o vogliono far credere che siano l’Euro e l’Europa l’origine di tutti i mali.
Certo non si può non registrare la differenza e l’enorme divario tra i primi anni di questo XXI secolo e i successivi dieci; tuttavia per quanto la crisi possa influire sulle famiglie la povertà che in Europa c’era tra le due guerre non può essere paragonata a quella attuale in Italia e negli altri Paesi del continente.
Il sistema economico del dopoguerra, che chiameremo dell’“abbondanza” è in crisi non più in grado di mantenere i ritmi degli ultimi 50 anni, non può più continuare a migliorare la qualità della vita, anzi questa dovrà purtroppo peggiorare. Si sta tornando come in un lontano passato ad una società con pochi ricchissimi e molti poveri. Sarà colpa della globalizzazione? Della finanza creativa? Dell’immigrazione epocale dal Sud del mondo verso il Nord? Forse tutte queste cose assieme e anche altre. Ma il rischio è che non comprendendo bene cosa stia succedendo intono a noi, ci sia chi è pronto a gettare via il bambino con l’acqua sporca.
Solo l’Europa può salvare se stessa e solo se saprà dare presto le risposte giuste alla crisi sistemica che si è generata, altrimenti cominciamo a contare il tempo che le resta di esistere. Ma anche altre e più gravi preoccupazioni ci potrebbero interessare.
Anselmo Calò
(23 gennaio 2017)