moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Una bomba a Rialto
Il piano fallito dei jihadisti

rassegna“Facevano apologia del martirio e degli attentati contro gli occidentali, in particolare quello da ultimo perpetrato a Londra il 22 marzo, ipotizzando la commissione di uno anche a Venezia, mediante una bomba da far esplodere a Rialto”, è quanto ha scritto il gip del Tribunale di Venezia, Alberto Scaramuzza, nell’ordinanza che ha portato all’arresto di quattro persone, accusate di pianificare un attacco terroristico nella Laguna. “Da parte di tutti – ha dichiarato il procuratore Adelchi D’Ippolito – c’era una grande adesione all’ideologia dell’Isis” (Sole 24 Ore).

Milano, pluralismo religioso in carcere. Presentato ieri il secondo step del progetto che coinvolge diversi istituti penitenziari lombardi in un percorso volto a lavorare con il personale e con i detenuti sui temi legati al pluralismo religioso. “Non sono pochi i terroristi che hanno trovato la loro scuola di formazione in galera – spiega Repubblica Milano – ed è per questo che al progetto del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, collaborano Curia, Comunità ebraica, Coreis (comunità religiosa islamica italiana), Unione buddista, università Cattolica e degli Studi, Caritas ambrosiana e Veneranda Biblioteca Ambrosiana, che già hanno organizzato tre giornate di formazione ed informazione rivolte agli operatori penitenziari ed ai docenti dei corsi scolastici presenti negli istituti di pena. Corsi e lezioni che si ripeteranno nei prossimi mesi, con i grandi esperti di queste tematiche”.

Napoli, boicottaggio “segnale triste”. Protagonista a Napoli di un incontro sulla Memoria, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni è stato intervistato dal Mattino in merito alle recenti polemiche tra l’amministrazione cittadina e la Comunità ebraica a seguite delle controverse prese di posizioni della prima a favore del boicottaggio d’Israele. Quest’ultimo, ha spiegato il rav, “è un segnale triste, che si manifesta quando non si ritiene che esistano più margini di dialogo e si sceglie la logica violenta di abbattere un avversario”.

Firenze, il nuovo Giusto italiano. Si tratta di Renato Fantoni, esponente del Partito Liberale e assessore alla Casa nella prima Giunta comunale fiorentina del dopoguerra, che insieme alla moglie Beatrice accolse in una casa di sua proprietà a Pian del Mugnone Eugenio Artom, futuro membro della Consulta nazionale e senatore della Repubblica. Con lui, nascosti in quella casa, anche la moglie Giuliana e il maggiordomo Amedeo. Ad aprire la strada al riconoscimento di Fantoni come Giusto tra le Nazioni da parte dello Yad Vashem, racconta la Nazione, la pubblicazione di alcune testimonianze inedite sul giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche. “Si tratta di testimonianze inedite — spiega il giornalista Adam Smulevich al quotidiano – che il figlio adottivo di Fantoni, Piero, mi aveva dato alcuni anni fa”.

Il nazista Himmler e il muftì palestinese. Un documento scoperto nella National Library di Israele getta nuova luce sui rapporti fra la Germania nazista e il Gran Mufti di Gerusalemme Amin al-Husseini. In un telegramma spedito dal capo delle Ss Heinrich Himmler a Husseini, il 2 novembre 1943, nel 26 anniversario della Dichiarazione di Balfour si legge che la Grande Germania è stata una “strenua sostenitrice” della battaglia “degli arabi in cerca di libertà, in particolare in Palestina, contro gli ebrei invasori”. In nemico in comune, continua, “sta creando una solida base per l’unità fra la Germania e gli arabi nel mondo. In questo spirito, vi auguro, nell’anniversario della Dichiarazione di Balfour, di continuare la lotta fino alla grande vittoria” (Libero).

Torino, in marcia per Artom. Parte questa mattina (ore 11.00), dalla stazione Porta Nuova di Torino, la marcia in memoria del partigiano ebreo Emanuele Artom, simbolo della lotta contro il nazifascismo. Organizzato dalle Comunità Ebraiche di Torino, Vercelli e Casale in collaborazione con il Comune e con la Comunità di Sant’Egidio, l’evento vedrà la partecipazione anche del sindaco Chiara Appendino.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(31 marzo 2017)