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Bologna e quel velo imposto
“È una violazione della legge”

rassegna“Lo Stato italiano non può tollerare alcuna imposizione per motivi religiosi”, così il ministro dell’Interno Marco Minniti sulla vicenda della giovane studentessa di Bologna, rasata a zero dalla madre perché contraria a portare il velo (Corriere della Sera). Secondo le ricostruzioni dei giornali, la ragazza originaria del Bangladesh ha raccontato alle insegnanti quanto successo e la preside ha presentato un esposto ai carabinieri che hanno avvisato i servizi sociali. Questi ultimi hanno sentito la studentessa e la sua famiglia: la ragazzina dice il vero sulla punizione e l’umiliazione subita – il responso dei servizi sociali – mentre la famiglia non convince quando nega dicendo che lei stessa ha chiesto il taglio di capelli alla madre. “Due gli atti nati da tutto questo – spiega il Corriere – la procura ordinaria indaga sui genitori per maltrattamenti, quella dei minori ha firmato un ricorso che il pubblico ministero Silvia Marzocchi ha inviato al tribunale di competenza perché apra un procedimento sul caso e valuti che sta succedendo e che cosa è già successo nella famiglia finita sott’accusa”. Da diversi leader della Comunità islamica italiana, scrive il quotidiano, sono arrivate condanne per l’atteggiamento dei genitori protagonisti di questa delicata vicenda: “la presa di distanza dalla sua famiglia è un segnale molto importante rispetto agli obiettivi che ci siamo prefissati. – spiega Minniti parlando proprio dei vertici di alcune realtà islamiche italiane con cui lo Stato italiano ha firmato un accordo contro il radicalismo – Significa che stiamo andando nella giusta direzione. Quando abbiamo firmato il patto nazionale, abbiamo specificato che chi vuole vivere in Italia deve accettare esplicitamente i valori e i principi dell’ordinamento statale”.

Attentato a Gerusalemme. Tre persone, tra cui un poliziotto, sono state ferite in un attentato terroristico compiuto ieri sera a Gerusalemme da un palestinese di 17 anni. Il giovane ha aggredito con un coltello due passanti nei pressi della Porta di Damasco e “poi è fuggito, cercando di nascondersi in un edificio residenziale. Ma è stato trovato dalla polizia, e nella colluttazione, ha ferito anche un agente, – la ricostruzione pubblicata su Avvenire – mentre un altro poliziotto gli ha sparato, uccidendolo. Le tre persone rimaste ferite, che hanno 18, 30 e 23 anni, non sono gravi e sono state medicate in ospedale”.

Francia, scuole di periferia senza ebrei. È un fenomeno iniziato negli anni ’90: da allora sempre più studenti ebrei in Francia hanno iniziato a lasciare gli istituti in periferia perché presi a bersaglio dai razzisti. A raccontare il fenomeno, il libro recentemente pubblicato oltralpe Réflexions sur l’antisémitisme (editore Odile Jacob), di cui parla oggi sul Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia. “A partire dalla guerra del Golfo gli studenti ebrei francesi delle scuole medie e dei licei situati in molti quartieri di periferia, o comunque nelle zone con una forte percentuale di popolazione immigrata maghrebina, sono fatti oggetto sistematico di manifestazioni, anche violente, di razzismo antisemita da parte dei loro compagni islamici. – scrive l’editorialista, facendo riferimento alla ricerca francese – Fino al punto, si leggeva addirittura in un rapporto ufficiale tenuto a lungo nascosto e reso pubblico solo nel 2005, che ‘oggi come oggi in Francia gli studenti ebrei non possono più di fatto frequentare alcun istituto scolastico pubblico’”. Una situazione che ha portato “separatismo scolastico a base ‘residenziale’”, scrive Galli Della Loggia, mettendo in guardia dalle implicazioni di questo fenomeno.

Salvato grazie agli sci di Primo. Sul Domenicale del Sole 24 Ore, la storia inedita degli sci di Primo Levi: sci che il celebre intellettuale torinese fu costretto ad abbandonare in una locanda nel paese della Valle d’Aosta dove fu catturato dai fascisti e che furono protagonisti di una vera e propria storia parallela rispetto a quella del loro proprietario. A raccontarla sul Sole, Domenico Scarpa parlando di “una vicenda di altruismo involontario”: gli sci di Levi serviranno infatti al giovane Yves Francisco, che diserterà la chiamata alle armi della Repubblica di Salò, per riparare in Svizzera. La storia di Yves sarà al centro del documentario che Bruna Bertani ha realizzato per Rai5 e che andrà in onda domenica 9 aprile alle 19.45.

La storia di Margaret Kearney Taylor. L’Osservatore Romano racconta la storia della donna che “faceva torte di giorno e salvava ebrei di notte”: Margaret Kearney Taylor, proprietaria in Spagna della sala da tè Embassy, che “utilizzò il suo elitario luogo di riunione dei personaggi importanti dell’epoca per offrire riparo in incognito ai rifugiati” ebrei che transitavano in Spagna per poi partire verso le Americhe.

Evgenij Evtushenko (1932-2017). Diversi quotidiani italiani ricordano oggi il poeta e romanziere russo, scomparso nelle scorse ore negli Stati Uniti. Come racconta La Stampa, Evtushenko “per i suoi ammiratori, russi e occidentali, è il più grande poeta russo del dopoguerra, l’erede di Majakovskij e Pasternak (accanto al quale ha voluto venire sepolto), un eroe del dissenso, un Nobel mancato.Per i suoi critici è un abile assemblatore di prolissi versi di attualità, un narcisista vanitoso e avido di riconoscimenti, un ambiguo servo del potere e, forse, anche un informatore del Kgb”. Tra le sue poesie più famose, ricorda il Corriere, “scrisse Babij Yar, sul massacro degli ebrei di Kiev da parte dei nazisti nel 1941 nel quale denunciava anche l’antisemitismo che esisteva in Urss e venne accusato dai burocrati del partito di aver dimenticato i tanti caduti russi e ucraini nella stessa città”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(4 aprile 2017)