incitamento…
Le regole relative al sacrificio di “’olà”, di olocausto, sono introdotte dall’incarico dato a Moshè di “dare ordini” ad Aharòn ed ai suoi figli. “Tzaw”, “ordina”, costituisce – secondo Rashì – “un incitamento immediato ed eterno”. Che cosa questo significhi, viene così spiegato dai Maestri: essendo una mitzwà destinata a essere attuata nel tempo, è necessario un incitamento perché venga sempre messa in pratica con fervore, come se fosse una cosa nuova e non la ripetizione meccanica di un atto quotidiano.
È per questo che nella Tefillà del mattino diciamo “felici noi… che ci alziamo presto al mattino e facciamo tardi la sera dicendo due volte al giorno con amore Shemà’ Israel….”, ossia con lo stesso fervore con cui faremmo una cosa nuova.
Elia Richetti, rabbino
(6 aprile 2017)