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Qui Roma – Rabbini del Novecento
Da Torino, l’esempio di tre Maestri

rabbini

Al Centro Bibliografico stimolante incontro dedicato a tre figure di tre Maestri che hanno segnato la storia del rabbinato torinese e dell’ebraismo italiano: Dario Disegni, Sergio Josef Sierra, Menachem Emanuele Artom.
L’appuntamento si è svolto nell’ambito del ciclo di conferenze Rabbini italiani del ‘900, curato dalla coordinatrice delle attività del Centro Raffaella Di Castro e dal coordinatore del Collegio Rabbinico Italiano Rav Gianfranco Di Segni, in collaborazione con il Centro di Cultura della Comunità Ebraica di Roma.
All’incontro sono intervenuti Rav Riccardo Di Segni, Rav Scialom Mino Bahbout, Rav Roberto Colombo, Rav Alberto Somekh, Dario Disegni, Shemuel Y. Lampronti e Aldo Zargani.
Su Rav Disegni, rabbino capo di Torino dal 1935 al 1959, sono intervenuti suo nipote e omonimo Dario Disegni, oggi presidente della comunità ebraica di Torino, della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e della Fondazione Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, e Aldo Zargani, storico dirigente Rai e allievo del Rav da bambino. Ne è uscito un ritratto a tutto tondo, in cui a spiccare è stato il ruolo di guida della Comunità durante e dopo la guerra, l’impegno per la scuola rabbinica Margulies-Disegni (che oggi porta anche il suo nome) e per il progetto di una nuova traduzione del Tanach in italiano, tutt’oggi punto di riferimento.
La figura di Rav Sierra, rabbino capo di Torino tra il 1960 e il 1985, è stata ricordata dal nipote Shemuel Y. Lampronti e da Rav Alberto Somekh, che ne hanno illustrate alcune importanti caratteristiche: la grande tenacia, la forte attenzione all’aspetto etico delle Mitzvot (argomento al quale il Rav aveva dedicato un saggio dal titolo Il valore etico delle Mitzvot) e all’educazione dei giovani, nella sua altrettanto lunga stagione alla guida del rabbinato della rinascente Comunità torinese.
Su Rav Artom hanno infine parlato Rav Colombo e Rav Bahbout, sottolineando la sua grande sapienza: eccellente grammatico, storico, commentatore e traduttore, Artom fu Rabbino Capo di Torino dal 1985 al 1987, dopo esperienze a Perugia, in Israele e a Venezia.
“Tre personalità molto diverse tra di loro, che si sono confrontate con le particolari sensibilità della Comunità di Torino, sia politiche che intellettuali, e che ne hanno segnata la storia profondamente”, ha commentato Rav Riccardo Di Segni.
Il prossimo incontro del ciclo di conferenze sarà dedicato ai rabbini di Firenze.

Marco Di Porto

(28 aprile 2017)