Francia, pericolo scampato

rassegnaLavoro, squadra di governo, Unione Europea. Questi i primi punti nell’agenda del nuovo presidente francese Emmanuel Macron.
La sua Francia “è ancora un mistero” scrive Repubblica. I pochi indizi sono disseminati nella sua biografia e nel programma presentato in campagna elettorale. “Il leader di En Marche non ha promesso grandi effetti speciali. Ha fatto appello alla ragione degli elettori forte della sua esperienza sui temi economici, a cominciare dalla banca d’affari Rothschild come George Pompidou, anche lui presidente-banchiere eletto nel 1969, in un altro ballottaggio nel quale era stato eliminato il candidato di sinistra e in cui l’astensione – viene ricordato – era stata da record”.
Poche certezze ancora, ma un grande sospiro di sollievo per quella parte maggioritaria di paese che ancora si riconosce nei valori repubblicani e lotta contro estremisimi e populismi.
Numerose le voci ebraiche che, ai più alti livelli, si sono levate in tal senso.

Si va verso un ridimensionamento dell’influenza del parlamentare Manlio Di Stefano all’interno del Movimento Cinque Stelle. Quello che in molti davano come probabile ministro degli Esteri di un eventuale governo grillino rischia infatti di pagare caro l’ultima provocazione, e cioè il fatto di non aver voluto togliere una black list antiebraica postata da un utente sulla sua pagina Facebook.
“Si stava accreditando come l’uomo della diplomazia internazionale dei Cinque Stelle. Ora, ironia della sorte, rischia di scivolare (politicamente) per una mancata moderazione” scrive il Corriere.

L’assenza di credibilità delle Nazioni Unite continua a tenere banco, in particolare dopo l’inclusione dell’Arabia Saudita tra i paesi incaricati di riflettere e intervenire sullo “status delle donne” all’interno di una specifica commissione. “Sono giorni nerissimi per gli organismi internazionali che dovevano difendere la pace e i diritti e sono diventati tribune per i peggiori regimi dittatoriali del mondo” scrive Pierluigi Battista sul Corriere, ricordando anche l’ultima grottesca risoluzione dell’Unesco su Gerusalemme. “Una spudoratezza – scrive – non si sa se più dettata da ignoranza, arroganza o puro servilismo”.

Colloquio a Gerusalemme tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. L’incontro arriva a due settimane dall’annullamento di un precedente confronto tra Netanyahu e il ministro degli Esteri di Berlino, Sigmar Gabriel, come segno di protesta per la sua decisione di incontrare i leader di due ong israeliane molto critiche nei confronti del governo. Nella giornata di ieri, scrive Il Messaggero, “Steinmeier ha preferito non inasprire i toni”.

Ispezioni in tutte le caserme sono state ordinate dai vertici militari tedeschi. Il motivo, spiega il Fatto Quotidiano, la scoperta da parte degli stessi dell’esistenza di una presunta rete neonazista che sarebbe pronta a colpire e avrebbe tra i suoi obiettivi l’ex presidente della Repubblica Joachim Gauck e l’attuale ministro federale della Giustizia Heiko Mass.

Sulla cronaca locale del Messaggero, un editoriale dedicato ai “vigliacchi del web” che con ingiurie antisemite hanno preso di mira Carla Di Veroli, ex referente per la Memoria di Roma Capitale, intervenuta negli scorsi giorni per commentare le reiterate provocazioni sul web, contro Israele e gli ebrei, dello Chef Rubio.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked