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Leo Perutz

francesco-bassanoRecentemente Adelphi ha ripubblicato “La neve di San Pietro”, un romanzo scritto nel 1933 dallo scrittore ebreo praghese Leo Perutz (1884-1957). Varrebbe la pena leggere questo libro, ed in generale riscoprire l’opera del suddetto autore, pioniere del genere fantastico-storico e da molti paragonato a Jorge Luis Borges, egli stesso un suo estimatore. Perutz ebbe un’esistenza tormentata, il suo carattere schivo, inquieto ed anticonformista lo spinse da un’esilio all’altro, passando anche per Israele, dove però la nostalgia per la Mitteleuropa e la sua avversione per ogni nazionalismo lo riportò in Austria, rincontrando l’antisemitismo post-bellico e quindi l’insuccesso letterario. Nella Neve di San Pietro si ritrovano molti tratti distintivi della sua narrativa, come la dimensione onirica, la presenza del Das Unheimliche, lo
spaesamento dell’individuo e la distorsione della realtà, ma anche il fanatismo e quel delirio delle masse che sconvolsero il Novecento ed in altra forma tornano in voga nel presente.

Francesco Moises Bassano

(12 maggio 2017)