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Cittadinanza, scontro al Senato
sulla legge sullo ius soli

rassegnaL’approdo al Senato del ddl sullo Ius soli è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama. Non appena il Senato ha dato il via all’esame, nell’emiciclo è iniziata la protesta della Lega Nord”, racconta Repubblica, che parla di “discussione trasformata in bagarre”. Anche fuori dal Senato è stata messa in scena una protesta, a manifestare contro la legge sullo ius soli l’estrema destra guidata da CasaPound (Corriere). Lo scontro è sulla norma che apre nuove possibilità per l’acquisizione della cittadinanza italiana: il Corriere lo spiega in cinque punti, parlando di un provvedimento che non è lo ius soli classico – per esempio quello previsto negli Stati Uniti: chi nasce su territorio nazionale è cittadino Usa -, ma una versione temperata: i figli di migranti potranno diventare cittadini italiani ad alcune condizioni. Dipende, ad esempio, dal tempo trascorso sui banchi di scuola italiani o dagli anni di residenza dei genitori. Il costituzionalista Vladimiro Zagrebelsky su La Stampa parla di “rispetto che manca verso una legge di civiltà”. “L’articolazione dei casi è equilibrata e mette l’Italia in linea con tendenze già presenti in diversi Paesi europei in una materia che da tempo è condizionata dalla sempre maggior mobilità delle persone. – scrive l’ex presidente della Corte Costituzionale – Soprattutto essa tiene conto dell’intrinseca italianità di chi fin dalla nascita e per la frequenza delle scuole italiane, cresce qui, nel contesto italiano, insieme a giovani italiani. Si tratta di riconoscere la cittadinanza sociale, accanto a quella di sangue o di luogo di nascita”.

Londra: dolore, rabbia e solidarietà. Si teme che il numero finale delle vittime del rogo del palazzo Grenfell Tower di Londra, andato a fuoco nella notte tra martedì e mercoledì, supereranno il centinaio, molte famiglie sono ancora disperse. E nel quartiere è montata la rabbia. Si chiede chiarezza sull’accaduto, un’indagine sui responsabili e sicurezza. Ma la Capitale inglese si è anche mobilitata in queste ore con grande solidarietà. “La comunità si è mossa, con gesti di generosità commovente. – racconta Caterina Soffici su La Stampa – E su questo fronte non c’è distanza tra ricchi e poveri. Gli aiuti arrivano da tutta Londra. Una fila di cittadini con i trolley carichi di cibo e indumenti. Donne, uomini, ragazzi e anche bambini smistano e inscatolano. Di ogni razza e cultura, di ogni religione. Una pioggia di soldi e di umanità. Qualcuno ha prenotato stanze in albergo e le mette su twitter, a disposizione dei senza tetto. Avvocati si offrono gratis: «Se avete bisogno di un aiuto per chiedere rimborsi o per accertare le responsabilità, io ci sono» scrive Jo Maugham su Twitter. In 24 ore la raccolta fondi dell’Evening Standard, il giornale dei Londoners, ha raggiunto 700mila sterline”.

Milano, il no dell’Anpi al Comune sulla Casa della Memoria. L’ Anpi torna a bocciare l’idea di Palazzo Marino di realizzare il Museo nazionale della Resistenza all’interno degli spazi della Casa della Memoria. “Il Comune – scrivono i partigiani – ci ha comunicato la decisione di realizzare il Museo all’interno della Casa della Memoria, nonostante la ferma contrarietà dell’Anpi provinciale e nazionale, numerose volte manifestata al sindaco”. Per l’associazione si tratta di un’operazione “unilaterale e inopportuna” e “un’occasione mancata per la realizzazione a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, di un Museo degno di questo nome” (Corriere della Sera Milano).

Venezia, i cimiteri ebraici e la Biennale. Si chiama House of Life, Beit Haym, l’installazione video dell’artista israeliana Hadassa Goldvicht allestita presso la Querini Stampalia in occasione della Biennale di Venezia. L’installazione, presentata dal Museo d’Israele di Gerusalemme in collaborazione con Meislin Projects, segue la vita di Aldo Izzo, ottantaseienne guardiano e custode dei cimiteri ebraici a Venezia. “Izzo si è assunto il compito di prendersi cura dei cimiteri (quello antico risale al 1386, il nuovo, ancora in uso, al 1774) al Lido. Li ha restaurati, segue le cerimonie funebri. Il racconto di Aldo – racconta Avvenire parlando del lavoro di Goldvicht, invitata nel 2013 in Laguna Centro veneziano di studi ebraici internazionali – avviene in una laguna nebbiosa, in un silenzio che il chiasso turistico sembrava aver rimosso definitivamente”. “II dissolvimento di una comunità storica diventa specchio di quello di una città intera: i giovani ebrei – scrive il quotidiano – se ne vanno da Venezia non diversamente dai ‘gentili’, scacciati dalla scomparsa del lavoro sostituito con lo sfruttamento del turismo”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(16 giugno 2017)