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Oltremare – Riciclo

fubiniC’è stata una stagione non breve della mia vita israeliana qualche anno fa, in cui ogni mattina per arrivare al lavoro passavo con l’autobus accanto ad una maleodorante montagna di rifiuti. E quando dico montagna intendo proprio un montarozzo marroncino, a forma di parallelepipedo e di oltre ottanta metri di altitudine, appiccicato in mezzo alla pianura più piana che abbiamo, fra Tel Aviv e l’aeroporto. All’andata, nel fresco relativo del primo mattino, la cosa era ancora tollerabile. Al ritorno, dopo che il sole aveva fatto fermentare le schifezze varie accatastate sopra e intorno alla montagna, a seconda della direzione del vento la nausea era un compagno di viaggio inevitabile.
L’altra sera su quella montagna ci sono salita, e non per fare una esperienza estrema in apnea ma per cenare in giardino e ascoltare Barry Sacharov in concerto godendomi 360 gradi di skyline mozzafiato e l’effetto spettacolare degli aerei in atterraggio ogni cinque minuti sopra le nostre teste. Il tutto senza alcun odore sgradevole e senza alcun rumore di motori dal cielo.
Il fatto è questo, che Israele è una specie di magma mai fermo, in cui tutto si trasforma, e alle volte migliora. Nel lasso di tempo in cui non ho frequentato assiduamente la zona il progetto del Park Ariel Sharon si è sviluppato e stabilizzato. I gas mefitici e anche pericolosi sono stati estratti dalla montagna, le acque intorno sono in via di bonifica, tutta la superficie visibile, sempre ottanta metri di prallelepiledo, è adesso verde di vegetazione e la spianata in cima è diventata un luogo di eventi sociali e culturali, che ospita serie di concerti e ricevimenti per migliaia di persone. Con ciò, ammetto che se vedessi una fragolina spuntare da un cespuglio nel parco probabilmente non la mangerei. Meglio concentrarsi sulla vista dei grattacieli che spuntano all’orizzonte come fili d’erba, che di sera come di giorno toglie davvero il fiato. E se qualcuno non sa chi è Barry Sacharov, si informi: il rock israeliano ringrazia.

Daniela Fubini, Tel Aviv

(19 giugno 2017)