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Il campo di calcio per Amatrice
“Un gesto per dare speranza”

rassegnaTelevisioni, radio, giornali. L’iniziativa dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per la popolazione di Amatrice al centro dell’interesse mediatico. Quello inaugurato ieri a Scai con l’incontro tra Maccabi Italia e Amatrice 2.0, scrive tra gli altri il Corriere della sera, “è il primo impianto sportivo che torna disponibile nella zona”.
“Si tratta di un piccolo gesto, di una goccia nel oceano dell’emergenza, ma spero che possa rinnovare la speranza e la fiducia nel futuro” le parole della Presidente UCEI Noemi Di Segni, riportate dal Corriere.
“Prima il gol, poi la gioia. La partita della vita” titola il Corriere dello Sport, che racconta attraverso il proprio inviato le emozioni di una giornata indimenticabile. “Quando il piccolo Flavio ha segnato, si è levato un boato. Oggi ha 6 anni e potrà raccontare di aver fatto lui il primo gol al campo sportivo di Scai, una delle 69 frazioni di Amatrice. Sulle maglie – viene raccontato – l’emblematica scritta Scai vive”.
“Ripartenza Amatrice. Le scosse non fermano lo sport” titola invece la Gazzetta dello Sport. “Un bel giorno per Amatrice e i suoi abitanti – scrive il quotidiano rosa – utile anche a dimenticare, se mai sarà possibile, le ultime scosse che hanno nuovamente tormentato la già difficile vita degli abitanti dell’Alto Lazio”.

Il ministro israeliano e la coalizione anti-Isis. Secondo il ministro dell’Intelligence e dei Trasporti israeliano Yisrael Katz l’istituzione di una ‘Coalizione di principi’ che coinvolga l’Occidente nella lotta al terrorismo islamista “non è meno importante della coalizione creata nel 2014 per combattere l’Isis e può rafforzare la capacità dei singoli governi di affrontare le minacce interne, dando loro – afferma il ministro (testo tradotto e pubblicato da La Stampa) – una fonte autorevole e il supporto morale e politico per introdurre i cambiamenti, necessari ma non sempre popolari o politicamente corretti, e adottare le misure richieste per affrontare in modo efficace i diversi aspetti della minaccia”.

Milano, insulti antisemiti alla consigliera comunale. Sul suo profilo Facebook la consigliera comunale Diana De Marchi, presidente della commissione Pari opportunità di Palazzo Marino, ha denunciato di essere stata vittima di vergognosi insulti antisemiti. “Mentre stavo scrivendo per esprimere sostegno e solidarietà a Pierfrancesco Majorino per le minacce da lui ricevute dopo il blitz di CasaPound in Consiglio comunale, seduta dove di solito mi fermo dopo gli allenamenti, – ha scritto De Marchi – è arrivato uno urlando ‘Ecco quella sporca ebrea che legge il giornale. Non ti vergogni? Stai sempre con i musulmani ma fai schifo. Sono quelli come te che rovinano questa città e questo paese’. Me ne sono andata rispondendo pacatamente con una gran rabbia dentro, ma so che lo hanno ripreso, vedremo se rifarà, non è la prima volta però questo clima di linguaggio d’odio è intollerabile, dobbiamo uscirne insieme” (Giorno Milano). Tante le voci di solidarietà e vicinanza espresse alla consigliera, tra cui quella dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Il Qatar contro tutti. L’emiro del Qatar non romperà l’alleanza con Iran e Turchia, nonostante l’ultimatum dei Paesi del Golfo, in particolare di Arabia Saudita, Egitto, Emirati e Bahrein. “Al Qatar – spiega La Stampa – viene chiesto di fermare i finanziamenti ai gruppi terroristici, compresi quelli legati ai Fratelli musulmani, come Hamas, rompere le relazioni con l’Iran e soprattutto di chiudere Al-Jazeera e rispedire a casa le migliaia di soldati turchi di base vicino alla capitale. I primi due aspetti possono essere presi in considerazione, ma l’emiro è inamovibile sulla tv fondata dal padre Hamad e sull’alleanza con il presidente Recep Tayyip Erdogan”. Su Repubblica un approfondimento invece sul tema Al-Jazeera: il network nato nel 1996. “La novità da subito portò guai all’emittente e al suo sponsor qatarino: – scrive Repubblica – dalle accuse di sionismo per aver dato la parola al “nemico” israeliano, ai richiami ufficiali agli ambasciatori di Doha nella regione, Al Jazeera non ebbe mai vita tranquilla. Poi venne l’11 settembre e dal fiume che erano, le polemiche si trasformarono in oceano. Il volto di Osama bin Laden accompagnato dal bollino dorato della tv si trasformò in un incubo per civili e governi nel mondo occidentale: ad Al Jazeera il leader di Al Qaeda faceva recapitare i messaggi dal suo nascondiglio afgano, ad Al Jazeera concesse l’unica intervista post-11 settembre”. Tra le critiche anche il fatto che Al-Jazeera sia considerata – così come il Qatar – troppo vicina ai Fratelli musulmani.

Un’ombra sul vescovo Ladaria. Secondo Repubblica, “nel marzo del 2012 l’arcivescovo Luis Ladaria Ferrer, che sabato è stato promosso da Papa Francesco nuovo prefetto della Congregazione della dottrina della Fede, ha coperto, senza denunciarlo, un prete pedofilo che era stato ridotto in stato laicale per abusi sessuali” e “ha ordinato, nero su bianco, che la condanna canonica passasse sotto silenzio”.

Daniel Reichel

(3 luglio 2017)