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Trump Jr e il sostegno di Mosca
Scambio mail compromettente

rassDurante la campagna per la presidenza Usa, alcuni dirigenti di primo piano del comitato elettorale di Donald Trump incontrarono rappresentanti del governo russo per ottenere materiali compromettenti su Hillary Clinton, consapevoli che quegli incontri fossero “parte del sostegno del governo russo” a Trump. Lo mostra il contenuto di alcune email pubblicate dal New York Times nelle scorse ore e diffuse sui social network anche dal figlio del presidente Usa, Donald Trump Jr. Proprio quest’ultimo è il protagonista della scambio di email in questione che, scrive Repubblica, sono “la prova che il figlio del presidente in piena campagna elettorale sapeva che il governo di Vladimir Putin stava aiutando suo padre contro Hillary Clinton. E se ne rallegrava”. Trump Jr infatti, ha incontrato assieme all’allora capo del comitato elettorale, Paul Manafort, e al cognato Jared Kushner un’avvocatessa legata al governo russo perché lei gli aveva detto di avere materiale compromettente sulla Clinton, all’epoca candidata del Partito Democratico. “Cosa può succedere adesso? – si chiede Francesco Costa sul Post – Dal punto di vista politico ci saranno molte agitazioni, naturalmente, e tutti guarderanno soprattutto ai Repubblicani al Congresso per capire come cambierà il loro atteggiamento nei confronti del presidente Trump. Non è detto che cambi, comunque: la base del Partito Repubblicano fin qui ha continuato a sostenere Trump e non è affatto detto che smetta adesso”.

Italia e migranti, tavolo per rivedere Triton. Sarà rivista l’operazione Triton ed i Paesi dell’Unione Europea dovranno far fronte ai loro impegni di rafforzarla. Lo comunica il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dopo aver ricevuto nella sede di Varsavia la delegazione italiana guidata dal direttore della Polizia delle frontiere, Giovanni Pinto. L’Italia torna a chiedere l’apertura dei porti di altri Stati membri dell’Ue di fronte all’emergenza migranti (Repubblica). Intanto il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti ha incontrato il capo del Pentagono James Mattis in un vertice dedicato anche ai problemi del “Fronte Sud”: gli Stati Uniti, riconoscendo il ruolo di Roma, chiedono all’Italia di essere leader della pacificazione della Libia (Repubblica).

Legge antifascista, continua il dibattito. Tante le opinioni pubblicate sui quotidiani italiani in merito alla legge contro la propaganda fascista in discussione alla Camera. “Non c’è niente di rispettabile nel fascismo, come non esiste il rispetto per la mafia. Il fascismo è reato”, sottolinea Furio Colombo sul Fatto Quotidiano, dando il proprio sostegno alla legge voluta dal parlamentare Emanuele Fiano. Su La Stampa Amedeo Osti Guerrazzi spiega invece come nella storiografia italiana abbiano fatto troppa presa grossolane falsificazioni in merito al fascismo: “il risultato di questa confusione – scrive lo storico – lo si vede quotidianamente anche sui social media, colmi di siti web e di blog che inneggiano al fascismo, alla violenza, alla negazione di tutti quei valori che l’antifascismo, con tutte le sue contraddizioni, ha saputo incarnare e difendere, garantendo la libertà e la democrazia nel nostro Paese. Una legge che non attacchi le opinioni, ma che difenda almeno la conoscenza appare quindi, in questo contesto, opportuna e necessaria”. Nadia Urbinati su Repubblica parla dei motivi che si celano dietro al riaffiorare dell’ideologia fascista: “il ritorno nostalgico al passato è un fenomeno nuovo e tutto presente, dettato da problemi che la società democratica incontra nel presente”. Tornando alla norma, per il direttore del Foglio Claudio Cerasa “occorrerebbe concentrarsi non tanto sulla minaccia alla libertà contenuta in una legge che punta a estendere il perimetro dell’apologia del fascismo ma alla minaccia alla libertà costituita dall’islamofascismo contro cui non si azzardano a dire nulla o a scrivere un post gli stessi comici grillozzi che in queste ore rivendicano senza senso del ridicolo il diritto di dire di no a una legge liberticida come quella presentata dall’onorevole Fiano”.

Firenze ricordi Enzo Joseph Bonaventura. Sulle pagine del Foglio, lo psicanalista David Meghnagi, assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, lancia un appello al sindaco di Firenze Dario Nardella e al rettore dell’Università fiorentina Luigi Dei perché venga dedicata una scuola alla memoria di Enzo Joseph Bonaventura, “importante pioniere della psicoanalisi e della psicologia accademica italiana e israeliana. Laureatosi con De Sarlo nel 1913, insegnò a Firenze fino alla sua espulsione dall’Università in seguito alle “Leggi Razziali” del 1938. – spiega Meghnagi – Trasferitosi a Gerusalemme contribuì a gettare le basi della psicologia accademica in Israele. Morì assassinato nel 1948 nell’agguato contro il convoglio dell’Hadassah. Con lui morirono una settantina di persone, tra cui molti studiosi della Hebrew University. L’opera di Bonaventura è largamente sconosciuta. Ma in forme diverse come un fiume carsico ha alimentato interessanti sviluppi della ricerca psicologia e psicoanalitica. Dopo il convegno in memoria di Enzo Joseph Bonaventura tenuto alla Tel Aviv University per iniziativa del Master internazionale di II livello in didattica della Shoah di Roma Tre, si è proceduto alla ristampa di “La psicoanalisi”. Un’opera importante pubblicata da Bonaventura poco prima delle “Leggi Razziali” del 1938. Il libro è stato pubblicato dalla Marsilio” e sarà presentato prossimamente a Firenze. “L’auspicio – conclude Meghnagi – è che il Comune di Firenze si decida a ricordare uno dei più grandi psicologi italiani, dedicando alla sua memoria una scuola. Sarebbe importante che l’Università da cui è stato cacciato in seguito alle leggi del ’38, gli dedicasse un’aula”.

Lewis Eisenberg nuovo ambasciatore Usa in Italia. Classe 1942 e figlio di immigrati ebrei provenienti dall’Est Europa, Eisenberg è un repubblicano di lungo corso, membro della Republican Jewish Coalition e tesoriere del partito. “Tre figli, dieci nipoti, e soprattutto molto vicino a Donald Trump. – spiega il Giornale – Non a caso, era da mesi il favorito per il ‘seggio’ di via Veneto. Chi lo conosce lo definisce un operativo molto efficace del partito, e un amico personale del presidente”.

A sostegno d’Israele. Prosegue la campagna del Foglio “per dire basta all’Unesco che vuole cancellare la storia e le radici del popolo ebraico” e il suo legame con la terra d’Israele. Centinaia, spiega il quotidiano, le adesioni raccolte fino ad ora a favore dell’appello.

Golem a Parigi.
Già raccontata con un ampio approfondimento su Pagine Ebraiche di luglio (attualmente in distribuzione), Repubblica parla della mostra dedicata al Golem al Musée d’art et d’histoire du judaïsme di Parigi, aperta fino al 17 luglio. “I curatori, Paul Salmona e Ada Ackerman – scrive Repubblica – hanno messo insieme con scelte espositive di grande suggestione dei pezzi da urlo. Documenti preziosi, testi religiosi, immagini, film, affiches, opere di artisti contemporanei, fumetti, videogiochi e robot per mostrare vita, morte e miracoli di questo archetipo di tutti i mostri. Da Frankenstein alla Cosa, da Hulk a Terminator, dai replicanti ai Pokemon”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(12 luglio 2017)