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Gentiloni: “Meis, una priorità
tra i progetti del governo”

rassegnaIn visita a Ferrara, il Presidente del Consiglio Gentiloni ha sottolineato il ruolo centrale del Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) tra i progetti portati avanti dal governo italiano, come raccontano i quotidiani locali (Resto del Carlino e Nuova Ferrara). “Il nuovo progetto di riqualificazione del quartiere della Darsena di Ferrara, in cui è centrale il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, è tra le priorità del governo e rappresenta il perno del nostro piano di rammendo urbano delle periferie italiane”, ha dichiarato Gentiloni. “L’abbiamo invitato all’inaugurazione ufficiale della mostra che, a dicembre, segnerà una tappa rilevantissima nella realizzazione del Museo”, ha spiegato al Resto del Carlino Dario Disegni, presidente della Fondazione Meis, che si è trattenuto col premier, assieme alla direttrice Simonetta Della Seta, davanti al plastico dell’edificio, così come verrà completato nel 2020. L’invito è per il 13 dicembre prossimo, quando ci sarà l’apertura della mostra sui primi mille anni di presenza ebraica in Italia. La presenza di Gentiloni a Ferrara ha segnato uno dei momenti di lavoro della redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, presente a Ferrara con il laboratorio giornalistico Redazione Aperta, che, nella città estense, è stato organizzato in collaborazione proprio con il Meis.

Tensioni a Gerusalemme in attesa del venerdì. Scontri nella Capitale d’Israele nelle scorse ore tra polizia israeliana e manifestanti palestinesi. A incendiare la situazione, il partito palestinese Fatah che ha proclamato ieri una “Giornata della rabbia” contro le nuove misure di sicurezza decise da Israele, a partire dall’installazione di metal detector negli accessi alla Spianata delle Moschee. Provvedimento arrivato dopo l’attentato terroristico della scorsa settimana in cui sono stati uccisi due agenti di polizia israeliani. Anche Hamas e il Jihad Islamico hanno convocato proteste nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. “Ieri il premier israeliano Netanyahu ha consultato i responsabili alla sicurezza – scrive Avvenire – Secondo indiscrezioni lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, non si oppone alla rimozione dei metal detector, ma la polizia insiste perché restino in funzione”. L’Osservatore Romano riporta invece la notizia della morte dell’attentatore che nei pressi di Hebron aveva cercato di investire due soldati israeliani. L’uomo, la ricostruzione del portavoce militare d’Israele, “ha bruscamente accelerato. L’unità ha reagito sparando sul terrorista, che è morto”.

Netanyahu da Orban attacca l’Ue. “L’Unione europea è l’unica al mondo che ponga condizioni politiche ai suoi rapporti con Israele, che produce tecnologia in ogni settore”. “È folle, è completamente folle”, è quanto ha dichiarato in un fuori onda il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dicendo di parlare “nell’interesse dell’Europa”. Parole pronunciate in un incontro a porte chiuse a Budapest davanti ai leader del gruppo di Visegrad. II primo ministro israeliano non si è reso conto che l’audio era rimasto acceso per sbaglio e che i giornalisti all’esterno hanno sentito ogni parola, riportandola sui siti israeliani. “Penso che l’Europa debba decidere se vivere e prosperare o se vuole appassire e scomparire”, ha detto davanti ai leader di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, invitando i quattro Paesi a chiudere le porte ai migranti (La Stampa). A Budapest Netanyahu ha anche incontrato il Premier ungherese Orban, che ha riconosciuto che “L’Ungheria ha commesso un crimine quando, invece di difendere la comunità ebraica, collaborò con i nazisti”. Affermazioni che non convincono del tutto la realtà ebraica locale che, scrive l’Osservatore Romano, “si è lamentata della mancata reazione di Netanyahu ad alcune iniziative del governo magiaro percepite come un incoraggiamento dell’antisemitismo”.

Latina, contestatori in minoranza. Contestazione ai giardini pubblici di Latina per la presidente della Camera Laura Boldrini. Al suo arrivo per l’intitolazione del parco a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino un gruppo di appartenenti a movimenti di destra l’ha accolta a suon di “buu”, fischi e “vergogna”. L’applauso dei numerosi presenti alla cerimonia ha coperto le contestazioni. Alla Boldrini si contestano le recenti affermazioni sui monumenti dell’era fascista, che poi ha chiarito, mentre al sindaco di Latina Damiano Coletta la scelta togliere ai cosiddetti “giardinetti” il nome di Arnaldo Mussolini . In realtà il nome al parco cittadino fu cancellato già nel 1943 e ripristinato – con una targa e nessun atto ufficiale – nel 1996 (Il Messaggero). “Il clima della vigilia – sottolinea Avvenire – era stato surriscaldato dalle polemiche sul nome Mussolini e dal dibattito sorto intorno alla legge Fiano. L’apologia del fascismo è un reato, ha ripetuto Boldrini, che è tornata a invocare la difesa – “più di quanto si sta facendo oggi” – dei valori democratici”. Sul tema del reato di apologia il Corriere sette presenta l’opinione contrapposta degli storici Giordano Bruno Guerri e Nicola Tranfaglia.

Svastica a Empoli sulla Memoria. La lapide in memoria dei 55 deportati empolesi è stata deturpata negli scorsi giorni da una svastica. “Sono venuti di notte, come nel ’44. Vigliacchi, avessero la dignità di farsi vedere. No, lo hanno fatto come la notte della deportazione, all’insaputa di tutti, li portarono via senza dire niente”, denuncia Vittorio Nencioni, il cui padre è stato uno dei 55 deportati (Corriere fiorentino).

Gaffe di Di Battista. Voleva dire Austerlitz ma ha detto qualcosa di simile ad Auschwitz: “Auslitz”. È la gaffe del deputato Cinque Stelle Di Battista, fatta durante un intervento in parlamento: “Parlando del ‘novello Napoleone’ Macron volevo citare Austerlitz, andando a braccio, mi è uscito uno strano “Auslitz”. – ha dichiarato -Ovviamente non mi riferivo ad Auschwitz. Comunque di gaffe si tratta, e chiedo scusa”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(20 luglio 2017)