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Israele ricuce con la Giordania
e toglie i metal detector

rassegnaAvrebbe potuto aprire una crisi profonda nei rapporti tra Israele e Giordania la vicenda dell’ambasciata israeliana ad Amman. E invece si è risolta ieri sera grazie a un intenso lavoro diplomatico: i giordani non volevano far partire l’agente di sicurezza dell’ambasciata che, dopo essere stato attaccato e ferito con un cacciavite, domenica sera aveva aperto il fuoco e ucciso il suo aggressore e un’altra persona. “Siamo in contatto con responsabili governativi e di sicurezza ad Amman, a tutti i livelli, per porre fine a questo incidente il più presto possibile”, aveva annunciato il Premier israeliano Netanyahu. Alla fine l’agente, assieme a tutto il corpo diplomatico – richiamati per paura di ritorsioni e attacchi contro l’ambasciata -, è tornato a casa (Avvenire). Nel frattempo Gerusalemme ha deciso di rimuovere dall’ingresso al Monte del Tempio i contestati metal detector e sostituirli con telecamere a riconoscimento facciale. “I palestinesi e il Wafq, l’organismo religioso che amministra la Spianata, hanno proclamato di non voler accettare soluzioni imposte, – riporta il Corriere – da quasi due settimane pregano per strada perché si rifiutano di passare attraverso i varchi elettronici, installati dopo l’attentato in cui sono stati ammazzati due poliziotti. Presentare la rimozione dei metal detector come il risultato della mediazione di re Abdallah potrebbe adesso risolvere la crisi”.

Alfano sulla Libia: “Unifichiamo sforzi”. In un’intervista pubblicata oggi da La Stampa, il ministro degli Esteri Angelino Alfano afferma che l’Italia ha attualmente due priorità in politica estera, “la crescita e la sicurezza. Per quanto riguarda la crescita stiamo lavorando molto sulla diplomazia economica, mentre per la sicurezza occorre stabilizzare le aree di crisi del Mediterraneo dove attecchiscono terroristi, trafficanti di esseri umani, criminali”. Secondo Alfano, intervistato a margine della conferenza degli ambasciatori organizzata, come ogni anno, alla Farnesina, la stabilizzazione del Mediterraneo passa dalla Libia, dove però sono in corso troppe iniziative diplomatiche in contemporanea: “Ci sono troppi formati aperti in Libia, troppi mediatori, troppe iniziative, dal Golfo all’Egitto, dall’Algeria alla Tunisia, dall’Unione europea agli interessi dei singoli Stati membri: è necessario unificare gli sforzi”, afferma Alfano, indicando l’Onu come guida alle trattative.

Ue e migranti, Mattarella chiede ancora cooperazione. “Bisogna europeizzare accoglienza e sbarchi” il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che punta il dito contro l’Unione europea che a parole offre solidarietà e nei fatti si volta dall’altra parte rispetto all’emergenza migranti. “O riprende il suo cammino di integrazione oppure l’Unione si condanna all’irrilevanza, all’inconcludenza”, afferma Mattarella (Repubblica), chiedendo anche alla Francia maggiore collaborazione. Ma il nuovo presidente francese Macron, scrive Aldo Cazzullo sul Corriere, “non ha alcuna intenzione di aiutare l’Italia. Né sui migranti, né nei settori strategici della nostra economia in mani francesi, né nel Nord Africa, e tanto meno nel rapporto con la Germania”.

Arezzo ascolta il duro monito di UCEI e Comunità ebraica. “L’amministrazione cittadina aretina potrebbe essere responsabile di un atto che riteniamo gravissimo e vi chiediamo di fermare questa ed ogni simile iniziativa. Il nostro futuro in questo Paese è possibile solo se si mantiene vivo e chiaro il ricordo della reale storia e si agisce con conseguente coerenza”, il chiaro e duro messaggio che Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comunità ebraica di Firenze avevano inviato al Comune di Arezzo per fermare l’intitolazione di una piazza all’insurrezione antifrancese del 1799 denominata Viva Maria, che, propagandosi poi in altre parti della Toscana e del centro Italia, portò all’uccisione di 13 ebrei senesi con un rogo in Piazza del Campo. Il Comune ha così fatto dietrofront e ha scelto la strada del compromesso togliendo ogni riferimento a “Viva Maria” e titolando la targa all’“Insorgenza aretina anti giacobina del 6 maggio 1799” (Corriere fiorentino).

Kushner e il Russiagate. “Non ho concluso accordi segreti con alcun governo straniero, né conosco qualcuno che lo abbia fatto durante la campagna elettorale. Non ho avuto contatti inappropriati. Non ho fatto affidamento su fondi russi per finanziare le mie attività private. Ho sempre cercato di essere trasparente”, è la nota che Jared Kushner, genero e consigliere del presidente Usa Trump, ha presentato all’audizione alla Commissione Intelligence del Senato in merito al Russiagate: lo scandalo che riguarda le intrusioni della Russia nelle elezioni statunitensi che sarebbero state pensate per favorire la vittoria del candidato repubblicano Trump (Corriere).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(25 luglio 2017)