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Firenze, oltraggio neofascista
“Le istituzioni vigileranno”

rassegnaNel giorno dell’anniversario della Liberazione di Firenze, una celebrazione neofascista in ricordo dei caduti della Repubblica Sociale Italiana rischia di macchiare la ricorrenza. Sul Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere, l’intervento congiunto della Presidente UCEI Noemi Di Segni e del Presidente della Comunità ebraica Dario Bedarida. Si tratta di un messaggio rivolto al sindaco Nardella e e agli amministratori locali, affinché tale celebrazione (in programma questa mattina al cimitero di Trespiano) sia contrastata nei modi più opportuni.
“II rispetto è dovuto a tutti i morti – scrivono Di Segni e Bedarida – ma non possono essere tollerate manifestazioni celebrative di gruppi che tanto lutto e dolore hanno portato a tutta Italia. Oggi più che mai un concetto deve essere affermato: in un’epoca di scelte decisive per il futuro dell’umanità ci fu chi entusiasticamente abbracciò odio, violenza e sangue. II ricordo di questi individui, che si sono macchiati consapevolmente dei crimini più efferati, non può e non deve in alcun modo confondersi con il senso e il valore più autentico di ricorrenze fondamentali per la coscienza democratica del paese”.
Interviene al riguardo la vicesindaca Cristina Giachi: “Nessun problema se si tratta di una celebrazione di tipo cimiteriale, una deposizione di fiori o una corona di fiori. Ma non si deve eccedere. Ci sarà un presidio che vigilerà affinché non ci siano apologie”.

Intervenendo nel corso della commemorazione di alcuni partigiani uccisi a Piazzale Loreto a Milano nell’agosto del 1944, il sindaco Beppe Sala ha criticato la decisione della Procura di archiviare i saluti romani dei militanti di estrema destra al cimitero Maggiore del capoluogo lombardo (l’episodio è della scorsa primavera). Una decisione già fermamente contestata dal presidente della locale sezione Anpi Roberto Cenati. “Non capisco perché la decisione sia andata in quel senso – ha detto Sala, le cui parole sono riportate dai quotidiani milanesi – essendoci stati tutti gli elementi per definire una chiara apologia del fascismo e identificare le persone. Io rispetto le altre istituzioni, ma mi sembra una cosa difficile da capire e da spiegare alle persone perbene. Come facciamo a spiegare loro perché non si perseguono persone che con questa sfrontatezza manifestano una ideologia che il Paese ha condannato? Per me è stata una grande sorpresa, è stato un segno terribile per Milano”.

“Ho fiducia per il futuro nostro e per quello dei palestinesi”. È quanto dichiara Aharon Appelfeld, oggi intervistato da Repubblica. “Lo dico per mia esperienza di vita, ma non solo. Israele, se non avesse la speranza – sostiene lo scrittore – non resisterebbe neanche una settimana”. Appelfeld si sofferma anche sull’attualità e sulla possibilità che il Primo ministro (“che non è un tiranno, come dicono”) sia costretto a lasciare l’incarico. Nessuno scenario particolarmente caotico all’orizzonte, secondo l’intellettuale di origine rumena: “Dopo Netanyahu verrà un governo di centro che metterà d’accordo più partiti. In Israele conosciamo bene l’arte del compromesso politico”.

Il Tempo torna sulla mancata sistemazione delle lapidi vandalizzate nel maggio scorso da un gruppo di ragazzini al Cimitero del Verano, tra cui diverse della sezione ebraica. “Il caso arriva in Campidoglio” scrive il quotidiano, che riporta l’intervento di alcuni Consiglieri comunali che chiedono alla sindaca Raggi di attivarsi al più presto.

L’Osservatore Romano pubblica alcuni stralci di un intervento tenuto dall’ex rabbino capo di Firenze Joseph Levi a Ponte di Legno, nell’ambito della manifestazione ‘Tonalestate’ e intitolato ‘Il dialogo fra Dio e Abramo: modello per un patto di crescita e fiducia fra Dio e l’umanità’.

In Iran, impiccato ieri un 21enne in carcere dal maggio del 2012. Iniziativa che ha suscitato la protesta di molte organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International. Il giovane, spiega tra gli altri il Corriere, era stato arrestato con l’accusa di aver violentato e ucciso a coltellate un amico. Reati che il giovane aveva confessato sotto tortura e ritrattato. Poi, nell’aprile dell’anno successivo, la sentenza di morte. “Non è il primo caso – viene spiegato – di un adolescente condannato alla pena capitale in Iran”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(11 agosto 2017)