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Gabrielli: “Contro il terrorismo
politiche d’integrazione”

rassegnaIntervistato sui recenti sgomberi a Roma, sulle politiche di accoglienza e sulla minaccia al terrorismo, il capo della Polizia Franco Gabrielli chiama in causa la politica che non può “delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”. Al Corriere della Sera2017083136907237, Gabrielli spiega poi la sua posizione sull’intreccio tra questione sicurezza e migranti, auspicando che smetta di essere terreno di scontro politico: “bisogna procedere con l’integrazione, e se ci sono realtà e territori refrattari trovare il modo di far capire che non c’è alternativa. A parte coloro che hanno diritto alla protezione internazionale, ci sono etnie che non otterranno mai lo status di rifugiati e sono destinati a restare illegalmente; per impedirlo, – afferma il capo della Polizia – se non si riesce a ottenere i rimpatri, non resta che l’integrazione, che peraltro è un’opportunità da utilizzare per salvaguardarci dalla criminalità e dal terrorismo”. “L’illegalità – prosegue Gabrielli – porta a commettere reati, diventa terreno di reclutamento per le organizzazione criminali ma anche per il terrorismo di matrice religiosa. L’adesione alla propaganda jihadista, molte volte, prima ancora che una causa di pericolo per noi è un effetto di una mancata integrazione sociale; l’aspetto religioso diventa quasi un corollario di situazioni di marginalità e disagio che non trovano altre risposta e diventano espressione di sfida e ribellione”.

Roma, tensione e intolleranza. “Un alterco tra un migrante con problemi psichici e alcuni adolescenti é bastato per riaccendere il fuoco dell’intolleranza”, racconta Repubblica, parlando della spedizione contro i profughi messa in piedi la scorsa notte nel quartiere Tiburtino da alcuni residenti che hanno circondato il centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa. All’origine dei disordini un presunto lancio di sassi, da parte del migrante, nei confronti di alcuni ragazzi che si trovavano vicino al centro d’accoglienza, da dove l’uomo, fa sapere la Croce Rossa, era stato espulso a causa del suo carattere problematico. I ragazzi avrebbero quindi avvertito i parenti, i quali sarebbero poi giunti in massa davanti all’ingresso del centro dove è sfociata la rissa nel corso della quale il migrante è stato ferito.

Siria, raid Usa contro l’Isis buona notizia per Israele. Contraria a un patto siglato tra i miliziani filoiraniani di Hezbollah e l’Isis sul passaggio di prigionieri, l’amministrazione Trump ha deciso di passare all’offensiva, colpendo in Siria numerosi mezzi dell’Isis. “L’episodio si inserisce in un momento in cui gli Usa stanno accrescendo toni e pressioni nei confronti dell’Hezbollah, considerato uno strumento di Teheran nella regione. – spiega Guido Olimpio sul Corriere – Gli americani sono preoccupati che la fazione, temprata dall’esperienza bellica in Siria, possa aprire un nuovo fronte con Israele. E nelle ultime settimane sono state rilanciate le indiscrezioni su due fabbriche di missili che l’Iran starebbe realizzando in territorio siriano e libanese, materiale destinato ai guerriglieri sciiti Hezbollah. E all’Onu, l’ambasciatrice statunitense Haley preme perché i caschi blu schierati nel Líbano sud (ne fa parte anche un contingente italiano) siano più aggressivi nei confronti degli alleati degli iraniani”.

Italia-Israele, la sfida sotto canestro. Inizia oggi l’EuroBasket 2017, il campionato Europeo FIBA numero trentanove. Gli azzurri, arrivati in Israele lunedì scorso, giocheranno nel gruppo B con i padroni di casa di Israele: la sfida è per questa sera alle 20.30. La Gazzetta parla di un Israele desiderosa di vendicare – sportivamente parlando – la pesante sconfitta subita due anni fa proprio contro gli azzurri agli ottavi dell’Europeo francese: meno trenta e addio al torneo.

Londra e il caso dell’affido a una famiglia musulmana. Intervento della magistratura nel caso della bambina britannica, cristiana, data in affido a una famiglia musulmana osservante: “la piccola – scrive il Corriere – è stata data in custodia alla nonna, dopo che i giornali avevano rivelato come le sue tutrici portassero il velo integrale, le avessero tolto la catenina col crocifisso e impedito di mangiare il suo piatto preferito, la pasta alla carbonara, perché contiene pancetta di maiale”. Secondo il quotidiano, “la cosa notevole è che la decisione è stata presa da una giudice che è musulmana praticante e di origine bengalese: Khatun Sapnara, 49 anni, è la magistrata che ha decretato che è nell’interesse della bambina, che ha solo cinque anni, vivere con un membro della famiglia in grado di venire incontro ai suoi bisogni ‘in termini di etnicità, cultura e religione’”.

Monopoli, nozze ed ebraismo. Sui quotidiani si continua a parlare delle nozze tra Renée Sutton, e Elliot Cohen, ebrei newyorkesi che hanno organizzato la loro festa matrimoniale multimilionaria in Puglia (Gazzetta del Mezzogiorno), a Monopoli. Un luogo di cui Maria Pia Scaltrito racconta i legami con il mondo ebraico: a pochi passi dal resort scelto dalla coppia, “si impiantava nell’antichità la prima colonia ebraica, all’alba dell’era volgare. – si legge nell’articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno – Non distante da Egnazia, infatti, si sviluppava un emporio commerciale, fondato da ebrei e altre comunità mediterranee fm dal I secolo. Lo difendeva un castrum romano ed era un primo nucleo che si sposterà poi a popolare la cittadina murata chiamata Monopoli. La sua parte più antica, che dalla platea publica menava alla judaeca, corrispondeva al quartiere ebraico. L’ultima sinagoga di Monopoli, di cui abbiamo fonte certa, sorgeva a nord della Chiesa di S. Maria degli Amalfitani, con la Ruga degli Ebrei che tagliava il pittagio Claudorumi”.

Il design italiano conquista Israele. Il Paese rappresenta per le aziende italiane dell’arredamento un mercato di sbocco molto interessante peri prossimi anni. “Pochi numeri bastano a testimoniarlo – scrive il Sole 24 Ore – secondo il Rapporto Federlegno Arredo (Fla) pubblicato lo scorso giugno, Israele è tra gli otto Paesi che, lo scorso anno, hanno registrato la crescita più dinamica di esportazioni, conun9,8%per l’interafïliera del legno-arredo e una percentuale analoga per il solo settore arredamento. Crescita che si è ulteriormente rafforzata nel primo trimestre di quest’anno, con vendite per 45,2 milioni di euro, il 16,7% in più dello stesso periodo 2016”.

Segnalibro. Sul Foglio Antonio Donno analizza in modo critico il libro di Arturo Marzano, Storia dei sionismi. Lo stato degli ebrei da Herzl a oggi (Carocci). Donno scrive come nel 1937 “mentre il movimento sionista accettò, seppur senza entusiasmo, l’attribuzione di un fazzoletto di terra di 5.000 chilometri quadrati, pur di mettere un piede stabile in Palestina, il mondo arabo-palestinese, cui era stato attribuito la gran parte del territorio, rifiutò la spartizione. Ma questo rifiuto non è presente nel libro”. Quel rifiuto, scrive Donno, “stava a significare il rifiuto totale da parte araba di una presenza ebraica, che non fosse quella di piccole minoranze disperse e sottomesse, come era accaduto sino agli ultimi decenni dell’Ottocento”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(31 agosto 2017)