Proteggi gli alberi
Sarebbe bello se la forza distruttiva dell’uomo forse limitata all’irriverenza dissacrante e simbolica di un Palazzeschi, con il suo Incendiario che può “cogli occhi / bruciare tutto il mondo” come il poeta “incendiario mancato, / incendiario da poesia” (che poi, a rileggerne l’incipit dopo i recenti orrori dei prigionieri in gabbia dell’Isis, la descrizione di questo piromane esposto alla gogna stringe il cuore).
Invece, di nuovo, complice la siccità ed il caldo eccezionale ad accendere la stupidità e la malvagità umane,questa estate gli incendi sono stati tanti e diffusi. A vederli dall’altro lato del Mediterraneo colpisce l’organizzazione altrui nel dispiegare sia forze di prevenzione, con mezzi militari e dei vigili del fuoco dislocati in zone sensibili, sia di intervento, con polizia, pompieri e diversi Canadair impegnati contemporaneamente a sedare le fiamme (in un caso ne ho contati ben quattro sui cieli di Ajaccio). Potenza della grandeur francese? Nonostante ciò ettari di castagni ed olivi sono andati in fumo, e così pure sulle colline intorno a casa.
Eppure distruggere il verde, nemmeno a scopo bellico, non è lecito per tutti. Se non era così poi temporeggiatore Quinto Fabio Massimo, detto appunto cunctator, secondo il cui bando contro i cartaginesi “coloro le cui città e castelli non fossero fortificati si spostassero in luoghi sicuri e tutti gli abitanti di quella regione attraverso la quale sarebbe passato Annibale lasciassero i campi, dopo aver per prima cosa incendiate e distrutte le case ed i raccolti perché non rimanesse nulla” (Ab urbe condita, XXII, 11), la Torah vieta invece espressamente di danneggiare gli alberi.
“Quando assedierai una città per molto tempo, combattendo contro di essa per occuparla, non distruggere i suoi alberi colpendoli con la scure, perché solo i suoi frutti potrai mangiare, ma l’albero non lo dovrai tagliare” (Devarim 20, 19). Il Rambam specifica in proposito in Ilchot Melachim uMilhamoteiem del Mishnè Torà che tale principio non si applica solo in caso di assedio, ma in qualsiasi situazione attaccare un albero da frutta abbia intento distruttivo. Chi lo fa, è passibile di fustigazione (6, 8):
אין קוצצין אילני מאכל שחוץ למדינה ואין מונעין מהם אמת המים כדי שייבשו שנאמר לא תשחית את עצה וכל הקוצץ לוקה ולא במצור בלבד אלא בכ”מ כל הקוצץ אילן מאכל דרך השחתה לוקה אבל קוצצין אותו אם היה מזיק אילנות אחרים או מפני שמזיק בשדה אחרים או מפני שדמיו יקרים לא אסרה תורה אלא דרך השחתה
Chissà se, per tornare al poeta, riusciremo a salvare “la gelida carcassa / di questo vecchio mondo”?
Sara Valentina Di Palma
(31 agosto 2017)