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Luisella Ottolenghi Mortara
(1930-2017)

IMG_4629“Com’è difficile trovare una donna di carattere! Essa vale molto di più delle perle di corallo… Datele credito per tutto quello che fa: tutta la città le deve rispetto per il suo lavoro.” (Proverbi 31, 10-31
Le parole iniziali e finali dell’ Eshet Chail ben rappresentano la personalità e la storia di Luisella Ottolenghi Mortara, storica dell’arte, esperta codicologa, protagonista della vita culturale e politica dell’ebraismo italiano, dal 1980 al 2004 Presidente del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Nacque a Torino in una famiglia originaria di Acqui e di Asti che nel corso dell’800 aveva prodotto importanti figure di protagonisti del processo risorgimentale, fra i quali spiccano i nomi di Giacomo Dina e Isacco Artom. Su questa scia il padre, Guido Ottolenghi, fu protagonista attivo della resistenza antifascista. Colpita al pari dei suoi coetanei dai provvedimenti discriminatori della legislazione antiebraica, dal 1938 frequentò per alcuni anni la scuola ebraica Colonna e Finzi di Torino. Sfollata poi con la famiglia a Ravenna, trovò rifugio a Cotignola, dove con l’aiuto della resistenza locale l’intera famiglia riuscì a nascondersi durante il duro periodo di persecuzioni 1943-44 riuscendo poi a raggiungere Roma. Tornata a Torino dopo la guerra, frequentò il liceo D’Azeglio e infine si laureò, nel 1954, in storia dell’arte bizantina. Iniziò da allora la sua esperienza di studiosa stimata e apprezzata, collaborando con l’École des Hautes Études di Parigi, con diverse università italiane e con la Hebrew University di Gerusalemme. A lei si deve fra l’altro la riscoperta e l’inizio degli studi approfonditi del ricco patrimonio di decorazioni miniate che caratterizzano i manoscritti biblici ebraici medievali (molti dei quali di origine italiana), sui quali volle organizzare nel 1966 una prima grande mostra presso la Biblioteca Trivulziana di Milano in collaborazione con l’ADEI-WIZO. Sposata nel 1957 con Amedeo Mortara, personalità ebraica e cofondatore del Movimento federalista europeo, spostò la sua residenza a Milano che divenne la sua città di elezione. Con lui ebbe una figlia, Raffaella, anche lei molto impegnata nella Fondazione CDEC. Nel 1973 entrò nel consiglio di amministrazione del CDEC e dimostrò presto di avere le capacità e la visione necessaria per trasformare l’istituto di documentazione in un centro di ricerca più strutturato e al centro di una rete scientifica di livello internazionale. Fu una presidente particolarmente attenta, pronta ad ascoltare i collaboratori e a dare suggerimenti operativi, sostenendo attivamente le iniziative scientifiche e illuminò il lavoro del centro con la sua multiforme personalità. Il Libro della Memoria, pubblicato nel 1991 da Liliana Picciotto, fu fra i prodotti della ricerca del CDEC che la resero più orgogliosa. Luisella Ottolenghi Mortara fu per un quadriennio (1974-78) consigliera dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e si impegnò in politica nelle file del Partito Repubblicano. Si dedicò inoltre in maniera efficace al dialogo ebraico-cristiano stringendo rapporti cordiali in particolare con il Cardinale Johannes Willebrands e con l’Arcivescovo, Cardinale di Milano Carlo Maria Martini. Nel 2002, al culmine di una carriera scientifica e politica brillante e colma di soddisfazioni, il Presidente Carlo Azeglio Ciampi le conferì l’onorificenza di Grand’Ufficiale al merito della Repubblica. Donna brillante dalle mille sfaccettature, forte e tenace nelle numerose attività che la videro protagonista, lascia un segno importante di professionalità, dedizione e competenza. Per tutti quelli che l’hanno conosciuta e hanno avuto il piacere e l’onore di lavorare con lei, che il suo ricordo sia di benedizione.


Si unisce tra gli altri al cordoglio di parenti e amici la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.

(1 ottobre 2017)