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Oltremare – Yoreh

fubiniÉ arrivato lo Yoreh, il primo passaggio della pioggia su Israele, e quindi possiamo metterci tranquilli. Non importa quanto sia stata lunga, secca e calda questa estate: se la prima pioggia cade durante Sukkot, proprio quando tutti dovrebbero vivere in capanne per provare ancora, a millenni di distanza, il poco agio che provarono i nostri padri nel deserto, è segno che l’altissimo non ha perso il senso dell’umorismo. Un punto a favore dell’alto dei cieli. Ho amici che durante Sukkot dormono veramente fuori in terrazzo sotto la sukkah con i bambini – altro che campeggio, tenda, fornello da campo. E immagino quanto si siano divertiti stamattina a sentire la pioggia attraverso il soffitto temporaneo che lascia vedere il cielo. Poi ci siamo noialtri, che andiamo a lavorare al mattino e non prendiamo per niente sul serio le previsioni che dicono “pioggia”, perché siamo abituati all’uso interno stile panem et circenses delle previsioni del tempo: dì che pioverà e il popolo sarà felice. E quindi siamo arrivati inzuppati negli uffici, dove per fortuna vige una formalità tutta mediorientale ed è perfettamente concepibile o perfino logico abbandonare le scarpe in un angolo e proseguire brillantemente la giornata di lavoro a piedi scalzi. Insomma l’estate è finalmente finita, ma l’inverno qui da noi ci mette ancora un bel po’ ad arrivare, e abbiamo tutto il tempo per fare gli ultimi bagni.

Daniela Fubini, Tel Aviv