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Jihadisti in Italia,
un quadro allarmante

rass stampaSono dodici gli attentatori islamici legati all’Italia che in questi mesi hanno colpito all’estero. Il numero viene fatto oggi da Repubblica, dove si dà anche conto delle ultime notizie relative al fratello del terrorista di Marsiglia fermato sabato scorso a Ferrara. Ieri, si riferisce, c’è stata l’udienza di convalida dell’arresto durante la quale l’uomo si sarebbe detto estraneo alle contestazioni. Scrive Repubblica: “Non capisce una parola d’italiano e anche con l’interprete non sarebbe andata meglio. Ha prima detto di essere pronto a rientrare in Francia, per poi tornare sui suoi passi. L’avvocata Laura Lemmi, nominata d’ufficio, ha solo spiegato che ci sono alcuni passaggi tecnici da chiarire”.

Sui giornali (tra gli altri Repubblica Roma e Corriere Roma) spazio anche alla cerimonia organizzata ieri dalla Comunità ebraica romana nel 35esimo anniversario dell’attentato al Tempio Maggiore in cui fu ucciso il piccolo Stefano Gaj Taché. “Un gesto vile contro la città di Roma, simbolo di tolleranza e di accoglienza, e contro l’intera Italia. Fu un crimine contro l’umanità” ha sottolineato ieri in un messaggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sarà designato entro venerdì il nuovo direttore generale dell’Unesco. Quest’anno tra l’altro, per la prima volta dal 2013, il Comitato esecutivo non dovrà esaminare una proposta di risoluzione contro Israele come più volte avvenuto in passato. E non è un caso, scrive il Corriere. I Paesi arabi sono infatti impegnati in una grande offensiva diplomatica “per piazzare un loro rappresentante alla testa dell’organizzazione”. Tra i candidati più accreditati il rappresentante del Qatar.

Su Avvenire una recensione di Anna Foa al libro La bambina che guardava i treni partire (Newton Compton). Al centro la storia di Charlotte, una bambina ebrea belga di origine polacca “che guardava passare i treni della morte, quella dei suoi familiarî, quella di Domingo López Delgado, arruolatosi nella Legione Straniera per combattere i nazisti, e dei suoi amici che combatterono con lui, quella del loro mitico comandante, il georgiano colonnello Dimitri Amilackvari, quella di Klaus Barbie, il boia nazista di Lione, e altre, alcune documentate, altre solo plausibili”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(10 ottobre 2017)