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LA RASSEGNA MENSILE D’ISRAEL Ricordo, Storia e Memoria. La riflessione di Yosef Hayim Yerushalmi

rassegna mensile d'israel yerushalmiMolti sono gli argomenti nei quali Yosef Yerushalmi ha innovato il panorama della storia ebraica: il rapporto tra storia e memoria, l’analisi dell’impatto provocato nella cultura ebraica dalla cacciata dalla Spagna nel 1492; l’attenzione agli statuti di limpieza de sangre nella Spagna nel XV secolo e il confronto con la legislazione razzista del 1938; la critica all’interpretazione “lacrimosa” della storia del popolo ebraico (questa già anticipata da Salo Baron); i rapporti degli ebrei con il potere nel corso della loro storia e le riflessioni sugli indizi di una diplomazia ebraica riconoscibili attraverso l’indagine storica. Dopo la sua morte, nel dicembre 2009, molti sono stati gli omaggi pubblicati in sua memoria. In Francia è stato ricordato con un Convegno internazionale, i cui Atti sono usciti con il titolo L’histoire et le mémoire de l’histoire, a cura di Sylvie-Anne Goldberg, e con la pubblicazione di una corposa intervista a cura della medesima autrice: Transmettre l’Histoire Juive. In Italia la casa editrice Giuntina, presso cui in precedenza erano usciti diversi saggi, ha pubblicato Verso una storia della speranza ebraica, contenente anche un intervento sull’interpretazione dell’esilio, con prefazione di David Bidussa. Anche «La Rassegna Mensile di Israel» ha voluto ricordare il notevole contributo recato dallo storico statunitense al panorama degli studi ebraici con un numero monografico dal titolo: Ricordo, Storia e Memoria. La riflessione di Yosef Hayim Yerushalmi, curato da Anna Foa e da chi scrive. Si parte dai ricordi personali che il figlio Ariel riporta ad Anna Foa (memorie d’infanzia e rapporti con gli allievi del padre), per terminare con un dibattito sul Giorno della Memoria, in cui la riflessione propria a Yerushalmi si associa alle reazioni riguardo lo stimolante saggio Contro il Giorno della Memoria di Elena Loewenthal (interventi di Sonia Brunetti, Guri Schwarz, Adachiara Zevi). Per la prima volta viene inoltre proposto in traduzione italiana un saggio che Yerushalmi ha scritto come introduzione alla traduzione inglese della storia dell’Inquisizione portoghese pubblicata da Alexandre Herculano. Nel riproporre all’attenzione del pubblico un intervento relativamente meno noto, la RMI ha anche voluto arricchire il panorama dei testi in lingua italiana disponibili al pubblico. In questo saggio Yerushalmi torna sul problema del marranesimo, già affrontato nella monografia dedicata a Isaac Cardoso, Dalla Corte al Ghetto edita da Garzanti con presentazione di Michele Luzzati e Michele Olivari. Egli riprende la distinzione tra le forme di criptogiudaismo in Spagna e quelle in Portogallo, ribadendo, come già avanzato da I-S. Révah, che forme e riti della tradizione ebraica riuscirono a conservarsi clandestinamente soprattutto in Portogallo. In questo contesto Yerushalmi volge l’attenzione sulle trattative che i nuovi cristiani portoghesi portarono avanti per scongiurare la creazione dell’Inquisizione, delegando propri rappresentanti a incontrare il papato a Roma. Questi sono per Yerushalmi i segni dell’attività “diplomatica” che aveva già caratterizzato gli ebrei nel corso della loro storia precedente, impegnandoli in un dialogo diretto con le autorità al potere, tema sviluppato in Servitori di Re e non servitori di servitori, pubblicato anch’esso da Giuntina.
Gli echi della monografia su Cardoso sono oggetto dello studio di Claude Dov Stuczynski pubblicato in questa RMI. Tra gli interventi dei quattro storici scelti: Salo Baron, Albert Sicroff, Richard Popkin, Yosef Kaplan, emerge certamente la figura dell’ultimo che, negli stessi anni in cui Yerushalmi si dedicava a Cardoso, era impegnato in un approfondito studio su Isaac Orobio de Castro. Curiosa fu la circostanza che vide i due storici “incontrarsi” nelle rispettive monografie dedicate a due personalità del Seicento ebraico che, seppur differenti, rinviano a contesti geografici e culturali comuni. Anche per la vicinanza, poi scaturita in amicizia tra i due storici, nella RMI è riprodotto proprio il ricordo che Yosef Kaplan ha dedicato a Yerushalmi.
Sulla scia di Zakhor, e riprendendo alcuni degli autori richiamati in quel libro, Moisés Orfali dedica in questa RMI un saggio al concetto di punizione divina nella storiografia sefardita, mentre Simon Levis Sullam commenta un recente volume di area statunitense dedicato allo storico, The Faith of Fallen Jews. Qui alcuni allievi di Yerushalmi hanno riprodotto alcuni scritti del maestro, aggiungendo interessanti prefazioni, in cui ripercorrono tanto alcune premesse che hanno portato alla redazione dei singoli testi, quanto le reazioni da essi suscitati.
Tra le illustrazioni scelte per questo volume della RMI, ha un posto particolare la prima edizione di Amsterdam della Bibbia di Ferrara, conservata presso il Centro bibliografico “Tullia Zevi” dell’UCEI: non è superfluo ricordare che Yerushalmi, anche attento bibliofilo, possedeva una copia della Bibbia di Ferrara contenente preziose annotazioni in margine, la cui sorte è ancora da ricostruire.

Myriam Silvera