Marzabotto, se il calcio
offende la Memoria
È stato immediatamente sospeso dal suo club il calciatore del 65 Futa, squadra di seconda categoria bolognese, che ha esultato con il braccio teso e una maglia della Repubblica Sociale Italiana dopo aver segnato nel corso di una partita disputatasi a Marzabotto. Incontro disputatosi non lontano dal sacrario che ricorda una delle più efferate stragi nazifasciste in Italia. Un gesto che non è isolato, scrive Repubblica. “Si è appena spenta l’eco delle polemiche per gli ultras della Lazio che hanno accostato l’immagine di Anna Frank ai colori della maglia della Roma. Ora – si legge – questo nuovo caso riporta i campi da calcio al centro di una riflessione politica”. Scrive Michele Serra nella sua Amaca: “Non è possibile non sapere, non rendersi conto del significato dei gesti, dei simboli. Non è un lusso che ci possiamo più permettere, come italiani, quello di regalare agli stupidi e agli ignoranti il permesso di esserlo. Non sanno di Anna Frank, non sanno di Marzabotto, non sanno niente. Portano l’odio senza portarne il peso: è troppo comodo”.
Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per l’Italia del calcio è il momento di bilanci e riflessioni su un piano più ampio. Secondo Repubblica, tra i mali cui porre rimedio, vi è anche il fatto che “nemmeno gli adesivi con il volto di Anna Frank hanno turbato la Figc”. Con il deferimento a Lotito “che doveva essere immediato” e che “arriverà soltanto oggi”. Mentre per il processo si parla di gennaio.
Voleva colpire a Milano. Voleva fare un attentato suicidandosi, anche se non aveva ancora deciso con quale modalità: se facendosi esplodere, se investendo la gente con un camion, o se usando un coltello. Per poter agire, scrive il dorso milanese di Repubblica, “aspettava il via libera dai vertici dell’Isis”.
La questura ha così disposto l’immediata espulsione di una 22enne egiziana, che viveva nel quartiere Gratosoglio insieme ai genitori e a due fratelli minorenni. La famiglia, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, era all’oscuro dei propositi dell’aspirante jihadista.
Dopo il successo di Ostia, CasaPound punta ad allargare la rete del proprio consenso anche in altre regioni. Tra quelle più a rischio, spiega un’inchiesta del Mattino, ci sarebbe anche la Campania. “Anche dove non ci sono sedi – scrive il quotidiano napoletano – CasaPound è ugualmente attivissima come a Ischia dove con il movimento ‘Difendi Ischia’ che ha organizzato una serie di manifestazioni sul territorio per tutelare le istanze dei terremotati; o a Pomigliano dove pochi giorni fa i militanti di CasaPound sono stati invitati dalla popolazione insofferente per il degrado causato dalla presenza dei migranti”.
Il Giornale parla di crescita significativa di acquisto di prodotti alimentari casher tra i consumatori italiani. Si legge in una inchiesta al riguardo: “Sono consumatori avveduti, a reddito alto, trasversali alle classi d’età. Per qualcuno può essere una moda, un ultimo trend da seguire; più spesso si tratta di persone che soffrono di qualche allergia, per esempio al lattosio o al glutine, e pensano di aggirare le restrizioni alimentari affidandosi a prodotti alternativi. Qualcuno è attratto dal richiamo spirituale: un nutrimento dell’anima oltre che del corpo”. Di conseguenza, numerose le aziende che si stanno attivando. Il Giornale riporta infatti come sul portale Kosheritalianguide.it, promosso dal Ministero dello Sviluppo economico con Federalimentare, Federbio, Unione delle Comunità Ebraiche e Centro islamico culturale assieme alla Fiera di Parma, risultino al momento 177 aziende italiane certificate.
“Le dichiarazioni di Dario Argento mi ricordano il titolo di un film anni 70: Tre passi nel delirio”. Così Aldo Cazzullo sul Corriere, in risposta a un messaggio di Furio Colombo sulle deliranti affermazioni del regista, secondo cui la figlia non uscirebbe più di casa “per paura di agenti israeliani, perché questa è gente che spara, è gente che minaccia, sono persone pericolosissime”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(14 novembre 2017)