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“Israele, riconoscimento necessario”

rassegna“Da tempo noi sosteniamo l’idea che in quella regione sia giusto avere due Stati autonomi che vivano in sicurezza. Il tema, però, è che per arrivare a questa soluzione occorre prima un riconoscimento del diritto a esistere di Israele da parte palestinese”.
È quanto sottolinea la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni in una intervista a Repubblica, che arriva a 24 ore dalla pubblicazione di un colloquio dello stesso giornale con il leader palestinese Abu Mazen improntato al vittimismo e in cui unilateralmente si accusava Israele delle persistenti difficoltà tra i due popoli. La Presidente dell’Unione parla anche di Leila Khaled, prima donna a partecipare a un dirottamento aereo che sarà protagonista nei prossimi giorni di varie iniziative tra Roma, Napoli e Cagliari. “Io vorrei sapere cosa dice questa signora nei suoi interventi pubblici nel nostro Paese, mentre so per certo che da un oratore israeliano è difficile che escano parole d’odio viscerale e di proselitismo che in tempi come questi possono anche fomentare le tante teste calde che si sfogano nel web. Ecco – afferma Di Segni – anche questo può essere un esempio di stile diverso e di maturità nel presentare la questione israelo-palestinese e la volontà di trattare per arrivare a una piena e sicura convivenza”.

“La speranza della mia famiglia ormai è solo quella di trovare i resti di mia sorella, trasferirli in Italia, portare un fiore sulla sua tomba e recitarle una preghiera”.
Parla così alla Stampa Fabio De Palo, il fratello minore di Graziella De Palo, la giornalista freelance sparita nel nulla assieme al collega Italo Toni il 2 settembre 1980, mentre si trovavano in Libano per un reportage sui campi-profughi palestinesi organizzati dall’Olp. Forse, scrive il quotidiano torinese, c’è ancora un uomo che sa qualcosa di quel lontano e tragico episodio. “È un settantenne dall’aspetto giovanile – si legge – e si chiama Bassam Abu Sharif. È stato il braccio destro di Yasser Arafat per decenni, ha fatto stabilmente parte degli organismi dirigenti del Fronte di Liberazione Nazionale della Palestina in ruoti di vertice. Un personaggio chiave negli intricati rapporti tra Palestina e governo italiano in quegli anni cruciali, quando si era appena consumato, nel ’72, il sequestro e l’omicidio degli atleti israeliani da parte di terroristi palestinesi durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera”.

Ancora uno shock dalla Polonia, dove in una manifestazione della destra radicale a Katowice sono state esposte delle forche con le foto di sei eurodeputati dell’opposizione Piattaforma civica. La loro colpa? Aver votato a favore di una risoluzione con quale il Parlamento Ue ha ammonito Varsavia per il mancato rispetto dello stato di diritto. Sottolinea Wlodek Goldkorn su Repubblica: “Le immagini e le parole possono diventare fatti. È già successo, può succedere ancora. La manifestazione di sabato sera a Katowice, quelle forche, quelle foto, l’esposizione delle facce dei ‘colpevoli’, non sono semplicemente l’esibizione di qualche fanatico ma la prova di quel che sta avvenendo in Polonia. La trasformazione di un Paese che sta nel cuore dell’Europa e che dell’Europa fa parte”.

Oggi a Roma secondo appuntamento con il summit Iran-Italia organizzato da The European House – Ambrosetti.
Scrive il Sole 24 Ore a proposito del summit, volto ad approfondire le possibilità di cooperazione tra i due paesi: “Su un piatto della bilancia un memorandum d’intesa per oltre trenta miliardi siglati da aziende italiane con le omologhe iraniane nel corso del 2016. Sull’altro la politica internazionale e le frizioni nella regione del Golfo. Oltre all’attesa per le decisioni che il Congresso Usa dovrà prendere su richiesta del presidente Trump, che ha inserito ancora una volta l’Iran tra i paesi considerati sponsor del terrorismo internazionale”.

Raccolta differenziata al Portico d’Ottavia. Da oggi, scrive il Corriere Roma, nuovi bidoncini con il lucchetto e i sacchetti con il microchip saranno consegnati ai ristoratori, circa una ventina in 250 metri di strada. Racconta Alberto Ouazana, ristoratore e presidente dell’associazione Portico d’Ottavia: “Ogni esercente avrà i sacchetti dove è segnata l’identità dell’utente, per individuare quanto ognuno produce. In base a questo si farà la mappatura della zona”.

Su La Stampa Ada Treves racconta la mostra “Percorsi interrotti”, ospitata alla Biblioteca Nazionale di Torino e dedicata a due pittori, madre e figlio, entrambi morti nel lager: Eleonora Levi e Giorgio Tedeschi. Scrive Treves: “Poche parole, una fotografia: le due schede, presenti sul sito del Cdec, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano sono essenziali, tragicamente scarne, e la storia di Eleonora Levi e Giorgio Tedeschi si sarebbe potuta chiudere così, in due ‘Percorsi interrotti’, titolo scelto per la mostra organizzata alla Biblioteca Nazionale, che permette invece di sottrarli al silenzio e all’oblio.

Su Repubblica un ritratto di Charlotte Salomon, pittrice tedesca che fu uccisa ad Auschwitz e cui è dedicata una mostra ad Amsterdam incentrata esclusivamente sulla sua produzione artistica. Si legge: “L’incredibile biografia di Charlotte Salomon tende a mettere in ombra la sua opera. La sua arte fino a questo momento è rimasta poco conosciuta, ma il Museo di storia ebraica di Amsterdam spera di cambiare le cose”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(27 novembre 2017)