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Ricordando Charlie Hebdo

rassegnaCade oggi l’anniversario dell’attacco terroristico di matrice islamista alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. A ricordare la strage del 7 gennaio 2015 a Parigi, a cui seguì quella all’Hyper Casher per mano di un altro terrorista, il Corriere della Sera che racconta l’incontro tenuto alle Folies Bergère della capitale francese, intitolato “Dalla memoria alla lotta”. “Tre anni dopo la sala per Charlie è piena,- racconta il Corriere – ma come del resto sono pieni i teatri del comico antisemita Dieudonné, che disse di non sentirsi Charlie ma piuttosto ‘Charlie Coulibaly’ (in omaggio al terrorista islamico che uccise quattro persone al supermercato ebraico di Vincennes). Se tre anni fa quattro milioni di francesi scesero nelle strade per dimostrarsi solidali con le vittime ma soprattutto per difendere la libertà di espressione, la laicità e quindi il diritto alla derisione di tutto e tutti, comprese le religioni e quindi anche l’islam, oggi nella società francese quello slancio sembra affievolirsi”. Per la filosofa Elisabe Badinter “il lavoro di intimidazione degli islamisti e di colpevolizzazione di una parte della sinistra ha avuto i suoi effetti”.

Milano e la Memoria d’inciampo. 26 nuove Pietre d’inciampo saranno poste a Milano tra il 19 e il 20 gennaio. “Ricordano dove sono nati e dove sono morti ebrei e antifascisti, cioè coloro che avevano scelto di stare dalla parte più pericolosa. – spiega al Corriere la Testimone della Shoah Liliana Segre – Ma perché siano pedine della memoria e i ragazzi possano davvero inciamparvi, il ruolo di insegnanti e adulti è davvero fondamentale”. Segre, parlando poi del futuro della Memoria, si dice pessimista: “Sono molto pessimista. Quando leggo di quei barconi che si rovesciano nel Mediterraneo e muoiono centinaia di persone di cui non si saprà mai il nome, penso sempre che il mare della dimenticanza coprirà anche quei 6 milioni di morti per la colpa di essere nati. Man mano che noi testimoni ce ne andiamo, perché siamo vecchi, si fa strada sempre più quel negazionismo che fa comodo a tutti. C’è sempre qualche voce che nel giorno della Memoria dice ‘e basta con questi ebrei’”. Un tema di cui scrive su La Lettura del Corriere anche Donatella Di Cesare.

Gerusalemme. Sul Domenicale del Sole 24 Ore, lo storico David Bidussa, a partire dal libro Gerusalemme. Storia di una città-mondo, riflette sull’identità della città, segnata dalla spartizione del 1947 votata dall’Onu. “Da quel momento Gerusalemme inizia ad avere una fisionomia identitaria e confessionale molto divisiva, che è foriera di altre divisioni (non solo tra fedi, ma anche tra laici e credenti) che accompagnano la dimensione triplice del conflitto che la riguarda in quanto: 1) capitale universale; 2) capitale nazionale di due attori che continuano a fronteggiarsi; 3) essere binazionale”, scrive lo storico richiamando il lavoro del volume edito da Einaudi. E di Gerusalemme scrive anche Aldo Zargani su Robinson di Repubblica, aprendo una riflessione personale sulla storia della città (nelle stesse pagine, anche un articolo della scrittrice Suad Amiry), che, racconta Avvenire, deve far fronte a un problema di carattere socioeconomico: metà della popolazione cittadina vive sotto la soglia di povertà secondo gli standard dell’Ocse. E di Gerusalemme parla anche al Fatto Quotidiano lo scrittore Simon Sebag Montefiore, il cui antenato sir Mosè Montefiore, contribuì a fondare la città fuori dalle vecchie mura.

Roma e la storia del sopravvissuto Elie Marey. “Qualcuno è morto senza parlare. Altri hanno deciso di iniziare a farlo ora. Come Elie Marey, un ebreo francese di 93 anni che domani pomeriggio alle 17.30, per la prima volta, – scrive Repubblica Roma – racconterà la sua deportazione ad Auschwitz durante un incontro organizzato alla Casina dei Vallati dalla Fondazione Museo della Shoah”. “Sarà una testimonianza inattesa, che arriva decenni dopo la liberazione di Auschwitz e la tragedia dell’Olocausto – spiega al quotidiano Mario Venezia, presidente della Fondazione – un incontro reso possibile dalla collaborazione con il Progetto Talmud e con Bruno Piperno e Celeste Pavoncello, che grazie alle loro conoscenze ci hanno messo in contatto con Marey”.

Segnalibro. Tra gli approfondimenti pubblicati dal Domenicale del Sole, Luigi Sampietro parla del primo di tre Meridiani dedicati a Philip Roth (la cui pubblicazione sarà completata entro la fine del 2018) “curato con grande competenza da Elèna Mortara con l’ausilio, per la Cronologia e le Notizie sui testi, di Angela Demurtas e Paolo Simonetti”. Sulle stesse pagine Giulio Busi ricorda Aharon Appelfeld, il Testimone della Shoah scomparso mercoledì scorso, e – in un altro articolo – riflette sul libro di Giuseppe Veltri, Sapienza alienata. La filosofia ebraica tra mito, storia e scetticismo.

Palazzo Marino e gli slogan antisemiti. Continuano il dibattito e le polemiche sulla manifestazione pro-palestinese del 9 dicembre a Milano in cui sono riecheggiati slogan antisemiti in arabo. La consigliera comunale Mariastella Gelmini, riporta Avvenire Milano, chiede alla maggioranza guidata dal sindaco Sala di approvare un testo contro nazismo e antisemitismo islamista mentre da destra continua il tentativo di affossare una mozione contro l’antifascismo già presentata a Palazzo Marino.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked