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Memoria – Un processo raccontato ai ragazzi

naziKathy Kacer, Jordana Lebowitz / HO GUARDATO UN NAZISTA NEGLI OCCHI / Sonda

È sempre più ampia l’offerta di narrativa e saggistica sulla Shoah per giovani lettori, libri che offrono spunti di conoscenza e riflessione con linguaggio accessibile e con uno sguardo rivolto all’aspetto formativo. Tra questi, si segnala Ho guardato un nazista negli occhi, pubblicato dall’editore monferrino Sonda, della scrittrice canadese Kathy Kacer, autrice di diverse opere sulla Memoria e vincitrice in patria del prestigioso National Jewish Book Award, in collaborazione con la giovane Jordana Lebowitz, anche lei canadese.

Adatto a lettori dai tredici anni in su, il libro racconta l’impegno di Jordana, cresciuta in una famiglia scampata alla persecuzione nazista, nell’elaborare e trasmettere la conoscenza della Shoah.

Una storia che potrebbe avere come protagonista uno dei tanti giovani che, anche dal nostro Paese, si recano in visita ai campi nazisti, tornando con la voglia (e la necessità) di approfondire, raccontare, trasmettere.

Così è stato per Jordana, che rimase profondamente colpita dalla sua prima visita ad Auschwitz, nel 2012. Questa esperienza la spinse, tre anni dopo, a volare in Germania per assistere al processo contro Oskar Gröning, ex membro delle SS conosciuto come il “contabile di Auschwitz”, accusato di complicità in omicidio di oltre trecentomila ebrei, quasi tutti ungheresi. Gröning era soprannominato “contabile” perché si occupava della zona del campo in cui gli ebrei venivano separati e spogliati delle loro valigie: le sue mansioni consistevano nel raccogliere bagagli ed effetti personali dei deportati, nel recuperare banconote e ed altri valori per poi inviarli a Berlino.

Jordana documenta il processo, e l’incontro con i sopravvissuti, le loro testimonianze e la nascita della consapevolezza del proprio ruolo nel mondo, cioè raccontare ciò che è stato.

Ma soprattutto racconta il groviglio di emozioni provate nel vedere dal vivo il carnefice Gröning, classe 1921, un anziano che trascina i piedi, fragile, piccolo e gobbo, dall’aria affatto malvagia, che per anni è stato complice di orrendi crimini e che è stato condannato per “favoreggiamento in omicidio di massa”.

Dall’incontro di Jordana con Kathy Kacer, che seguiva il processo in qualità di cronista e per raccogliere testimonianze, è nato questo libro.

Una storia che fa anche riflettere sulle modalità e sui futuri percorsi della Memoria, quando sarà affidata alle cure e all’impegno di generazioni ormai anagraficamente davvero lontane da quegli eventi, che però potranno continuare a contribuire a diffondere conoscenza e consapevolezza. Anche realizzando un libro sulla loro esperienza.

Marco Di Porto