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sogni…

I have a dream. Non uno così grande come quello di M. L. King ma uno più piccolo e, volendo, anche più modesto. Vorrei che le giuste e quanto mai documentate analisi politiche del dopo voto fossero scevre da offese, da insulti, da giudizi beceri e da approssimazioni piene di pregiudizi, così come vuote di intelletto. E vorrei che queste analisi, qualora scritte da mano ebraica, fossero prive di frasi quali: “Terronazzi, parassiti, meridionali.” Lì dove l’ultimo aggettivo non è usato in senso geografico, bensì dispregiativo e sprezzante. Verrebbe poi da chiedersi con quale e quanta autorità morale quelle stesse mani ebraiche che hanno usato quei toni e quegli epiteti si alzeranno a denunciare l’antisemitismo contenuto in un’analisi politica del governo Netanyahu o le critiche per l’articolo di un qualsiasi giornalista ebreo o i pensieri di un filosofo ebreo o le azioni di un qualunque ebreo che siano definiti: “Ebreazzi, usurai e parassiti.” Perché spesso si è vittime degli stessi pregiudizi e della stessa immondizia umana che rivolge le stesse offese indifferentemente a gruppi umani diversi a seconda dei tempi, dei luoghi e dei giorni: non comprendere tutto questo, significa essere profondamente in malafede o profondamente stupidi. Mi rifugio nel libro dei Proverbi: “Non rispondere allo stupido secondo la sua stupidità, per non sembrare stupido anche tu.” (Proverbi 26,4)

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino

(9 marzo 2018)