La Memoria e i graphic novel

Il pomeriggio di ieri a Casale Monferrato, in Comunità, è stato un po’ una somma di presentazioni diverse. Tutte unite però dalla parola graphic novel. “Termine che chi ha la mia età spesso identifica con il fumetto – celia Elio Carmi, vicepresidente della Comunità introducendo sia gli ospiti, sia i disegni alle pareti della sala Carmi – In realtà sono due cose distinte e al di là delle definizioni la graphic novel è un efficace modo di trasmettere la memoria”.
In effetti il pomeriggio si rivela un viaggio tanto nell’arte quanto nella storia. Esposti ci sono i lavori realizzati da Maurizio Quadrello per Orecchio Acerbo. Un autore che con 45 libri e una collezione impressionante di premi potrebbe essere uno dei pochi a definirsi professionalmente “graphic noveller”. Vediamo le tavole per “Golem”, una rilettura ricchissima di particolari del mito praghese e di “Fuorigioco” dove si narra la storia del calciatore austriaco Matthias Sindelar che rifiutò di giocare con la nazionale del Terzo Reich dopo l’annessione del 1938. Anche per questo ad accompagnare l’incontro c’è Elisabetta Masera, studiosa di Storia contemporanea ed esperta proprio su come affrontare con i ragazzi i temi della Shoah. E poi ci sono le tavole di “Fuori dal Campo”, graphic novel edita da Rapsodia Edizioni, che viene presentata in questa sede da Serenella Quadrello (sorella di Maurizio), autrice, e da Noemi Agosti che l’ha realizzata attraverso i disegni… È la storia di una bimba che vedendo deportata la sua famiglia si rifugia nella foresta, cercando la soluzione per liberare almeno il fratellino rinchiuso nel campo di Terezim. Rovesciando la fiaba tradizionale gli uomini che, in teoria, dovrebbero aiutarla cercano di catturarla. Gli animali selvaggi invece l’aiutano a superare la difficoltà fino a probabile lieto fine. Grazie alle belle tavole di Noemi Agosti, i cui personaggi si stagliano spesso su sfondi bianchi che potrebbero essere neve, betulle o una pagina della memoria, la vicenda diventa soprattutto un interrogarsi sul grandissimo potere della fantasia. Vengono in mente storie come “Il labirinto del Fauno” o “Train de Vie”. Non è importante chiedersi quanto sia vero, verosimile, o se è tutto un sogno della ragazzina: l’importante è cosa può ispirare quel sogno. “I 15.000 bambini che sono stati portati a Terezim sono esistiti – risponde Serenella Quadrello – noi ci siamo ispirati quel centinaio di bambini sopravvissuti e alle migliaia di disegni che ci hanno lasciato quelli scomparsi e che sono custoditi al museo ebraico di Praga”.
Noemi Agosti parla del suo punto di vista: “Mi sono chiesta che emozioni doveva provare una bambina di quell’età in quella situazione. Sentimenti così diversi da quelle che si provano alla sua età, che dovrebbe essere solo di gioia. Con il tempo lei mi è diventata familiare. Ogni tanto la disegno anche adesso, le ho dato un’identità precisa. Una storia”.
Infine c’è anche anche una parentesi di storia Monferrina. Scopriamo che in uno dei libri di Maurizio Quarello, dal titolo ’45, si racconta anche di un episodio avvenuta a Cardona, frazione di Villadeati, quando quattro soldati tedeschi “male in arnese e affamati”, piombarono a casa dei Quarello alla Vigilia di Natale, rischiando di scoprire la Luger che il nonno partigiano aveva appena ottenuto in un’azione contro i nazisti. Anche questa storia è diventata una graphic novel ed è consegnata alla memoria. La mostra sarà visitabile fino a domenica 8 aprile.
Alberto Angelino
(19 marzo 2018)