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Cartoons on the Bay, disegni
contro l’odio razzista

BRUNO BOZZETTO

Le celle, il freddo, le inferriate. E la potenza delle immagini. Colpiscono, le tavole della mostra “1938-2018, Ottant’anni dalle Leggi Razziali in Italia. Il mondo del fumetto ricorda l’orrore dell’antisemitismo”, inaugurata questa mattina a Torino nel Museo delle Nuove, le storiche carceri cittadine. Primo appuntamento di Cartoons on the Bay, festival internazionale della televisione per ragazzi e dell’animazione cross-mediale della Rai che – come ha sottolineato il direttore artistico Roberto Genovesi – da qualche anno cerca la contaminazione col fumetto, raccoglie tavole originali e inedite: il lavoro di più di 150 autori che hanno voluto essere parte di una iniziativa che ha avuto, da parte del mondo del fumetto, una risposta straordinaria. “Si tratta di una mostra destinata a girare – ha continuato Genovesi, che dell’iniziativa è anche ideatore – e nelle prossime tappe la amplieremo: sto ancora ricevendo Cavazzano Giorgio_Leggi Razziali -coloredelle opere. Non è più possibile mostrarle qui, ma sicuramente compariranno nelle prossime tappe di una mostra di cui sono molto contento”. L’importanza di non dimenticare, e la forza dell’idea di usare il linguaggio del fumetto e dell’immagine per raggiungere chi dal 1938 è ormai molto lontano sono idee sottolineate da tutti i rappresentanti delle istituzioni che hanno scelto di essere presenti all’inaugurazione. Dopo gli assessori alla Cultura della Regione Piemonte e del Comune di Torino, Antonella Parigi e Francesca Leon, e il presidente di RaiCom Roberto Nepote, ha preso la parola il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni – erano presenti all’inaugurazione anche i presidenti delle Comunità ebraiche di Torino Dario Disegni e di Roma Ruth Dureghello, e la presidente della sezione italiana dell’Agenzia ebraica Claudia De Benedetti – che ha voluto ribadire l’importanza di una iniziativa che si rivolge soprattutto ai giovani.
“Nelle scuole – ha sottolineato il vicepresidente UCEI (nell’immagine)- sappiamo bene che si IMG_20180412_1024425studia ancora moltissimo il Medio evo, ma si arriva a fatica al Novecento, e gli anni del fascismo e della Shoah vengono spesso trattati di corsa, a giugno durante gli ultimi giorni di scuola. La coincidenza di questa inaugurazione con il giorno dedicato al ricordo della Shoah è importante, qui non si tratta neppure più di dire che quanto è stato potrebbe ancora succedere, abbiamo già di fronte a noi i segni di un processo di disgregazione dei valori che non può più essere ignorato”. Nelle tavole molti hanno utilizzato gli stereotipi presenti nella propaganda fascista, riutilizzandoli e attualizzandoli, molte sono le citazioni di Spielberg, con bimbe con Davide De Cubellisil cappotto rosso espulse da scuola, emarginate, isolate, e tornano anche gli animali: maiali, ovviamente, ma anche gatti e topi che strizzano l’occhio a Art Spiegelman. “Ho voluto fare riferimento all’attualità e a questioni universali e contemporanee”, ha commentato Joshua Held, che è anche giurato per una delle categorie del festival, mentre Cinzia Leone, molto coinvolta anche nell’organizzazione della mostra, ha scelto di ricordare, senza parole, come l’espulsione dalle scuole sia stato il primo gradino del percorso verso la deportazione: la sua bambina, una giovane Liliana Segre cui è dedicata la tavola, scende i gradini di una scuola per trovarsi direttamente sui binari, con un campo e il suo fumo all’orizzonte. Il passo è breve e per rispondere alla domanda “Come nascono i lager?”, che compare in una tavola, l’autore ha voluto usare le parole di Primo Levi: “Facendo finta di nulla”.

Ada Treves twitter @ada3ves

(Dall’alto, i disegni di: Bruno Bozzetto, Giorgio Cavazzano, Davide De Cubellis)