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sofferenza…

Aronne tace: il silenzio di Aronne è pari al silenzio di D-o. Chi è come Te tra i silenti, D-o?
Nel Talmud il versetto “Chi è come te fra gli dei, Signore?” viene letto come: “chi è come te tra i silenti, Signore?”. La Parola di D-o viene data nel deserto, nel luogo del silenzio. Spetta a Israele ascoltarla: “Ascolta Israele, il Signore è il nostro D-o, il Signore è uno!”. E se Israele non fosse più capace di ascoltare?
In questi giorni ci siamo interrogati sul senso della sofferenza del Popolo Ebraico nel Secolo Breve. Il Popolo Ebraico è considerato un Giusto sofferente.
Ma come affrontare la sofferenza del Popolo Ebraico?
Allora Moshe disse ad Aaron: Questo è ciò di cui parlò il Signore, dicendo: «Attraverso quelli che mi sono vicini io sarò santificato e alla presenza di tutto il popolo sarò glorificato». Aronne tacque. (Levitico 10, 3)
Questo è ciò di cui parlò il Signore – Dov’è che parlò di ciò? In: Là mi incontrerò con i figli d’Israele e quel luogo sarà santificato attraverso la mia gloria, Non leggere: “Attraverso la mia gloria”, ma: “Attraverso i miei glorificati”.
Disse Moshe ad Aaron: «Aronne, fratello mio! lo sapevo che la Casa di D-o sarebbe stata santificata attraverso i Suoi intimi. lo però ritenevo che ciò potesse avvenire o attraverso di me o attraverso di te: ma ora vedo che essi sono più grandi di me e di te!».
Aaron tacque – Egli ricevette una ricompensa per il suo silenzio. E quale fu la ricompensa? Quella di essere l’unico destinatario della parola divina. Per lui solo infatti fu pronunciata la sezione relativa agli “ebbri di vino”.
Attraverso quelli che mi sono vicini – Attraverso i miei eletti (Israele: i Giusti sofferenti).
Alla presenza di tutto il popolo sarò glorificato – Quando il Santo, Benedetto Egli Sia, esegue il giudizio sui Giusti, egli si fa temere, esaltare e i lodare. Ora, se ciò avviene con i Giusti, quanto più con gli empi! Allo stesso modo la Scrittura dice: Terribile sei, o D-o, mediante i tuoi santuari. Non leggere: “i tuoi santuari”, ma leggi: “i tuoi consacrati” (i Giusti che soffrono per amore di D-o).
Dal comportamento di Aronne impariamo che vi sono alcune forme di sofferenza che l’uomo deve accettare per amore e sopportare in silenzio.
Secondo un Midrash quando il Santissimo, sia Egli benedetto, fu interrogato da Moshe riguardo alla triste sorte di Rabbi Akiva: “E’ questa la tua ricompensa per chi studia la Torah?”, “E’ questa la ricompensa per un giusto?”, D-o rispose: “Taci, questa è la Mia volontà, così Mi è salito in mente!” (“Silenzio! In tal modo si è elevato al Pensiero”). Che cosa significa questa risposta? Il silenzio è il pianto più forte del mondo.
Avraham viene colpito e tace, come è detto: “prendi, ti prego, tuo figlio, il tuo unico figlio, che hai amato, Yitzchak, e vai per te verso la terra di Moriah, e fallo salire la in Olah” (Bereshith 22, 2). Ma Avraham avrebbe dovuto rispondere: ieri mi hai detto “perché per mezzo di Yitzchak prenderà nome la tua discendenza” (Bereshith 21, 12). Ma Avraham ha taciuto, come è detto: “Avraham si alzò presto al mattino, sellò il suo asino e prese con se i suoi due ragazzi e anche suo figlio Yitzchak” (Bereshith 22, 3).
David è stato colpito e ha detto a suo Padre: colpiscimi! Come è detto: “lavami totalmente dalla mia colpa e purificami dal mio peccato” (Tehillim 51, 4). Secondo un’altra versione David ha detto: “perché questa cinghia è appesa? Colpiscimi con essa!”.
Rabbi Eliezer ben Yaaqov dice: Infatti si dice: “D-o rimprovera colui che egli ama come un padre il suo figlio prediletto” (Pr 3,12). Che cosa fa sì che un figlio sia prediletto dal padre? Devi rispondere: Sono le sofferenze. Rabbi Meir dice: Infatti si dice: “E saprai in cuor tuo che, come un uomo corregge suo figlio, così il Signore tuo D-o corregge te” (Dt 8,5). Tu e il tuo cuore conoscete le azioni che hai compiute e le sofferenze che ho fatto venire su di te, perché queste non sono proporzionate alle azioni da te compiute. Rabbi Yosè, figlio di Rabbi Yehudà, dice: Sono preziose le sofferenze, poiché il Nome dell’Onnipresente si posa su colui sul quale vengono le sofferenze, come è detto: “Il Signore tuo D-o corregge te”. Rabbi Nathan, figlio di Rabbi Yosef, dice: Come il patto di D-o con Israele è stato sancito con il dono della terra, così pure questo patto è stato sancito a prezzo delle sofferenze, come è detto: “Il Signore tuo D-o corregge te” (Dt 8,5). E si aggiunge: “Perché il Signore tuo D-o ti introduce nella terra buona” (Dt 8,7). Rabbi Shimon ben Yochay dice: Sono preziose le sofferenze, poiché a Israele sono stati fatti tre bei regali, che anche i popoli del mondo desidererebbero avere, ma non sono stati fatti che a mezzo delle sofferenze, e sono: la Torah, la Terra d’Israele e il Mondo Futuro.
La Torah, da dove si deduce? “Per conoscere la sapienza e la correzione” (Pr 1,2). E si dice anche: “Beato l’uomo che tu correggi, D-o, e che istruisci con la tua Torah” (Sal 94,12).
La terra d’Israele, da dove si deduce? “Il Signore tuo D-o ti corregge … perché il Signore tuo D-o ti introduce nella terra buona” (Dt 8,5.7).
Il Mondo Futuro, da dove si deduce? “Poiché una lampada è il precetto e la Torah una luce: un cammino di vita i rimproveri per la correzione” (Pr 6,23). Qual è il cammino che conduce l’uomo nel mondo che viene? Devi rispondere: Sono le sofferenze.
Rabbi Nechemya dice: Sono preziose le sofferenze perché, come i sacrifici espiano i peccati, così pure le sofferenze espiano i peccati. Dei sacrifici, infatti, si dice: “Sarà accettato per lui come espiazione” (Lv 1,4). E delle sofferenze si dice: “Essi sconteranno le loro iniquità” (Lv 26,43). Anzi, le sofferenze espiano ancor più dei sacrifici, perché i sacrifici toccano la proprietà, mentre le sofferenze toccano lo stesso corpo. Così, infatti, si dice: “Pelle per pelle: tutto ciò che ha l’uomo lo darà per la sua vita” (Gb 2,4).
(Sifreh Devarim 32)

Paolo Sciunnach, insegnante

(16 aprile 2018)