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Casale – Il violino suona ancora

Screen Shot 2018-05-07 at 09.37.50Un pomeriggio dedicato alla musica quello svoltosi ieri presso la Comunità ebraica di Casale. Del resto nell’ebraismo è considerata la voce dell’Onnipotente e sentento la storia raccontata da Anna Lavatelli e Betti Masera nel cortile delle Api pare proprio così. È tutta in un bellissimo libro: “Il Violino di Auschwitz”, scritto da Anna Lavatelli per Editore Interlinea ed è completamente vera per quanto incredibile.
Tutto comincia nel 2014 quando un pregiato violino Collin-Mézin viene scovato da un antiquario dall’ingegnere Carlo Alberto Carutti, che tra l’altro ha avuto anche modo di raccontare questa storia alla Comunità di Casale prima che fosse messa nero su bianco. L’ingegnere è un appassionato e capisce subito di avere tra le mani qualcosa di speciale: il violino ha una stella di Davide incisa sul retro della cassa e all’interno un cartiglio con note musicali, una scritta in tedesco e il numero 168007. Scopre che è il numero di matricola ad Auschwizt di Enzo Levy Segre, ebreo torinese arrestato nel 1943 insieme alla sorella Eva Maria e la mamma Egle. Eva Maria decise di non abbandonare il suo amato violino e lo portò con sè prima a San Vittore poi a Binkenau, dove entrò a far parte dell’orchestra femminile.
Ma lei perse la vita nel campo di sterminio, Enzo riuscì a salvarsi e persino a recuperare il violino della sorella. Tornato a Torino si tolse la vita 8 anni dopo, ma non prima di aver fatto restaurare lo strumento. Oggi è conservato a Cremona nella sala della musica, ma esce spesso per suonare in ricordo di quelle vittime e tra i tanti concerti ne ha tenuto uno anche a Birkenau. Una bella nemesi del resto la scritta interna dice La musica rende liberi. È ciò che la dottoressa sa Masera ha definito nel presentare il volume: “Un miracolo dell’angelo della storia. Per quanto sia stata spietata ed efficiente la macchina dello sterminio nazista, uno strumento è sopravvissuto per raccontarci l’identità di una famiglia”.
“Devo ringraziare l’ingegnere Carutti, un uomo di grande vigore, 94 anni, che attraverso questa storia guarda al futuro – dichiara l’autrice – Quando la casa editrice ha scelto me per scriverla nelle sue carte c’era già tutto. Bisognava solo capire chi l’avrebbe raccontata. I testimoni diretti non c’erano più, ma c’era il violino e si dice che questo strumento abbia una voce umana… così abbiamo deciso sarebbe stato lui a parlare”.
È la voce del violino è stata anche ascoltata dal pubblico che ha affollato il Cortile delle Api grazie al duo formato da Klaudia Shima al violino e Alessia Cappellari al violocello, soliste dell’ensemble strumentale dell’opera ragazzi – Progetto Gesher, che hanno eseguito tre brani di Telemann.
Di musica si è parlato anche con un visitatore illustre: Hagai Levi, regista, sceneggiatore, produttore televisivo israeliano che, capitato quasi per caso in vicolo Salomone Olper, ha ritrovato un ritratto di un suo progenitore illustre Giuseppe Levi, ed è anche nipote di Leo Levi, etnomusicologo che ha dato vita vera e propria scuola piemontese.
Bisogna però anche aprire una parentesi sull’arte figurativa. La mattina infatti è stata inaugurata nella sala Carmi della Comunità la coloratissima mostra dal titolo “Gerusalemme” che raccoglie una quarantina di opere di Emanuele Luzzati, artista amatissimo a Casale. Sarà aperta fino al 20 maggio.
Il prossimo fine settimana saranno giorni speciali per la Comunità, è prevista la visita ufficiale del nuovo rabbino designato per la comunità monferrina: rav Gad Fernando Piperno. Per l’occasione si svolgerà uno “shabbaton”, cioè un “sabato lungo” dalla serata di venerdì quando si accenderanno le candele dello Shabbat, fino alla tefillà: la funzione religiosa alle 9.30 di domenica mattina, seguita da una lezione del rav Ariel di Porto. Attorno ai momenti di preghierà però è prevista anche una passeggiata al parco Eternot sabato mattina, diverse occasioni conviviali che vedranno il rabbino insieme alla “sua” comunità e una curiosa dissertazione dello stesso Piperno in cui si parlerà anche di Krumiri.

Alberto Angelino

(7 maggio 2018)